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Benedetto Antelami, Paramento scultoreo della facciata, Fidenza

Benedetto Antelami e bottega, Paramento scultoreo della facciata: il portale centrale, i due portali minori e gli elementi scultorei presenti e sul lato Sud della torre del Trabucco, Cattedrale di San Donnino, Fidenza

GR 13521

 

Paramento scultoreo della facciata

La cattedrale, importantissimo monumento nell'architettura e nella scultura medievale, iniziata in modi romanici (sec. XII), fu compiuta in forme gotiche nel sec. XIII (esterno dell'abside e volte), ma ne rimase incompiuta la fronte, adornata in diversi tempi di nobili sculture, tra cui quelle eseguite da Benedetto Antelami e dalla sua scuola tra la metà del XII secolo e l’inizio del XIII.

Il racconto per immagini risulta alquanto complesso ed intreccia tra loro l'omaggio alla “Gloria di Cristo”, con episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento, temi cari alla devozione locale (“La vita di San Donnino”), e riferimenti a tradizioni storiche, leggende e immagini fantastiche care all'uomo medievale.

Per quanto concerne la torre sud della facciata, detta "del trabucco", essa presenta un fregio a basso e alto rilievo collocato sul lato meridionale che raffigura in sei formelle il Corteo di Carlo Magno che torna in Francia dopo aver liberato Roma dai Saraceni”; mentre nel fregio sul lato occidentale troviamo cinque formelle le "Storie di Berta e Milone", con ai lati due grandi figure di leone.

Il 3 maggio 2016 l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze ha sottoscritto una convenzione con l’Amministrazione Cattedrale di Fidenza per la consulenza tecnica dell’intervento di restauro dell’apparato scultoreo lapideo della facciata del Duomo. Il rapporto terminerà con la conclusione del lavoro.

 

Tecnica esecutiva

Le sculture, realizzate in siltite, calcarenite, calcare organogeno nodulare e travertino, si presentano a rilievo e a tutto tondo.

 

Interventi precedenti

1881 ing. Saglia,

1975-91, 1989-94 Ottorino Nonfarmale

1999-2002 Studio Formica

 

Stato di conservazione

Lo stato di conservazione degli elementi scultorei nella zona del lato sud della facciata (torre del Trabucco) si presentava drammatico: il materiale lapideo mostrava una perdita di rilevanti volumi e superfici di qualificazione, abrasioni, erosioni, decoesioni, fratturazioni, esfoliazioni, distacchi. Queste tipologie di degrado sono dovute a fattori ambientali, naturali e antropici, quali il materiale costitutivo, l’ambiente, i prodotti e le soluzioni applicati o meno durante gli interventi passati.

Si veda la differenza dello stato di conservazione tra gli elementi scultorei sopra i tre portali, protetti dalla tettoia, e quelli intorno alle torri che ne sono privi.

Consulenza

La prima fase di consulenza è stata la valutazione della metodologia di pulitura del materiale di deposito superficiale e/o estraneo al materiale costitutivo. Sono state fatte diverse prove di pulitura così da individuare il metodo più idoneo.

Un secondo aspetto è stato l’aver proposto l’uso di biocidi più selettivi nella rimozione di biodeteriogeni e che prevedessero un minor tempo di contatto sul materiale lapideo.

Sono state inoltre suggerite soluzioni e avvalorato proposte in merito alle operazioni di consolidamento coesivo, adesivo e strutturale specialmente sulle formelle e sulle protomi

leonine del lato sud e in facciata (torre del Trabucco).

 

Documentazione e indagini diagnostiche eseguite

La campagna diagnostica ha previsto una serie di indagini strumentali:

  • rilievi e simulazioni 3D;

  • analisi al microscopio ottico (MO) in luce polarizzata trasmessa di sezione sottile;

  • analisi al SEM e microsonda EDS;

  • assorbimento d'acqua per immersione totale;

  • dosaggio dei sali solubili;

  • analisi chimica spettrofotometrica all'infrarosso FT/IR;

  • prove soniche;

  • prova sismica passiva.

 

Organigramma

Per l'OPD: Marco Ciatti (Soprintendente), Maria Cristina Improta (Direttore del settore restauro Materiali Lapidei), Paola Franca Lorenzi (Restauratore).

 

Galleria fotografica