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Settore restauro cartacei e membranacei

Tra i materiali più fragili e deteriorabili, di difficile conservazione nonostante l’utilizzo generalizzato, sia pure differenziato nel corso dei secoli, la carta e la pergamena costituiscono anche un notevole problema dal punto di vista del restauro. Si tratta infatti di supporti utilizzati per innumerevoli tecniche grafiche e pittoriche (matita, punta metallica, pastello, tempera, carboncino, acquerello, sanguigna, olio, xilografia, calcografia, litografia), senza contare quelle moderne che comprendono l’utilizzo di materiali sintetici e di tecniche di produzione industriale.

Ne consegue che l’operatività nel campo del restauro e della conservazione da parte del Settore si esplica non soltanto su tipologie più “tradizionali” (come disegni, stampe, cartoni preparatori), ma anche su una grande casistica di oggetti di arti applicate realizzati su supporto cartaceo, come paliotti, ventagli, paraventi, globi geografici, statue in cartapesta, carta da parati, apparati scenici.

Un’altra delle caratteristiche del Settore è quello di intervenire spesso non soltanto su opere singole, ma anche su collezioni, sia interi corpus grafici della stessa autografia, sia raccolte di opere di diversi autori costituitesi storicamente da un punto di vista museale o collezionistico. In questi casi l’intervento riguarda non soltanto il restauro vero e proprio dei singoli pezzi, ma anche gli aspetti di conservazione ed esposizione in situ della collezione.

Oltre il problema conservativo vale la pena sottolineare che il Settore si interessa ed interviene, probabilmente unico in Italia, anche alla presentazione estetica dell’opera, in accordo alle linee guida di metodologia di integrazione pittorica dell’Istituto. Sulle lacune del supporto cartaceo, integrate a carta giapponese, viene eseguita una selezione cromatica ad acquerello che riprende la cromia della carta originale. Questo sistema permette, oltre ad una attenuazione del disturbo visivo della lacuna, anche una modulazione dell’andamento superficiale che corrisponde meglio alla disomogeneità propria del supporto cartaceo.

Il Settore da lungo tempo si dedica all’approfondimento dei problemi della pergamena, materiale di difficilissima conservazione proprio a causa della sua natura organica che lo rende estremamente sensibile ad ogni variazione termoigrometrica. Fatto che costituisce sempre un problema conservativo di notevole importanza, soprattutto nei casi in cui ci si trovi di fronte ad un utilizzo della pergamena stessa come supporto di strati pittorici. Infatti, in questi casi, ad un materiale elastico (la pergamena) si sovrappone uno strato inerte costituito dal film pittorico: in particolari condizioni tali strati tendono ad entrare in reciproco conflitto creando distacchi estremamente difficili da recuperare data l’assenza di preparazioni che potrebbero funzionare da strati intermedi di ammortizzamento. Il Settore si è quindi indirizzato verso una ricerca di intervento sulla stabilizzazione del supporto, studiando, in parallelo all’intervento di restauro vero e proprio, anche le condizioni conservative climatologiche atte a creare un equilibrio costante fra gli agenti climatici e le proprietà fisiche dell’oggetto.

Il Settore svolge costantemente anche ricerche sulle tecniche di realizzazione delle opere d’arte e sulle tecniche conservative. In quest’ultimo campo significative applicazioni si sono conseguite in seguito allo studio dei sistemi di montaggio ai fini espositivi delle pergamene e sul comportamento dei fissativi naturali e sintetici sui film pittorici sia su pergamena che su carta.

Una particolare attenzione è stata rivolta allo studio delle tecniche più antiche di disegno; tali ricerche vengono svolte con metodo interdisciplinare, coinvolgendo diverse competenze, soprattutto nel settore scientifico.


Direttore
Cecilia Frosinini

Vice Direttore
Maria Cristina Improta 

Direttore tecnico
Letizia Montalbano 

Restauratori 
Simona Calza, Gabriele Coccolini