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Settore restauro materiali lapidei

Ubicato nella sede di Via degli Alfani, è questo uno dei laboratori “storici” dell’Opificio, attivo sino dalla fine dell’Ottocento. L’applicazione dell’Opificio al restauro dei manufatti lapidei fu infatti il primo e naturale esito della sua trasformazione da laboratorio artistico a centro di restauro. La nuova attività, avviata e subito decollata negli anni ’80 del secolo XIX, non restò circoscritta al settore tradizionale dei lavori di tarsia e commesso, ma si rivolse principalmente alle sculture e manufatti lapidei, in connessione con il crescente interesse e la conseguente attività di restauro dell’ edilizia storica. Già dopo pochi anni di operatività in questo settore, la collaudata esperienza dei materiali lapidei e delle tecniche scultoree, che all’epoca costituiva il patrimonio di conoscenze richiesto a un restauratore, aveva guadagnato all’Opificio solida fama e impegnative richieste di intervento sul patrimonio artistico dell’intero territorio nazionale.

In tempi più recenti, lo stato di allarme creatosi per la conservazione delle sculture all’aperto aggredite dall’inquinamento ambientale ha incrementato l’impegno del settore nell’attività operativa e in quella di ricerca, condotta spesso in collaborazione con competenze scientifiche sia interne che esterne all’Opificio. Specialmente proficua è la cooperazione con il CNR di Firenze, ed in particolare con l’IEQ (Istituto di Elettronica Quantistica) per quanto riguarda l’impiego del laser per la conservazione di manufatti lapidei, e con l’ICVBC (Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione di Beni Culturali) con il quale è in corso, insieme ad altri enti ed istituti il Progetto Ratto delle Sabine.
Altre e numerose cooperazioni vengono di volta in volta istituite, per i restauri più impegnativi curati dall’Opificio o per progetti di ricerca legati ai lapidei, con Dipartimenti Universitari, in prevalenza di Scienza della Terra e di Chimica, di varie Facoltà nazionali. Fra le relazioni internazionali, si segnala quella con il Getty Institute for Conservation di Los Angeles, che investe sia aspetti diagnostici che sperimentazioni di nuovi prodotti per il restauro.

La pratica attività del settore si attua selezionando, fra le proposte che pervengono dai vari Enti pubblici, gli interventi che presentano maggior interesse e difficoltà tecnico-scientifiche , e quelli che possono inserirsi utilmente nell’iter didattico degli allievi della Scuola di Restauro dell’ Opificio. E’ questo uno dei settori più frequentati della Scuola, per le buone possibilità offerte dal mercato del lavoro. Molto richiesti anche gli stages di aggiornamento in questo settore, riservati tuttavia esclusivamente a restauratori già formati e attivi per pubbliche istituzioni, sia italiane che estere.

Ai restauri che l’Opificio realizza in proprio, nei suoi laboratori o in cantieri esterni, compatibilmente al ridotto numero degli operatori in servizio, si affianca una vivace attività di consulenze, sia operative che scientifiche, spesso richieste anche per le parti lapidee degli edifici monumentali.

 



Direttore
Maria Cristina Improta

Vice Direttore
Cecilia Frosinini 

Direttore Tecnico
Isidoro Castello

Restauratori
Paola Franca Lorenzi, Franca Sorella