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Materiali e strumenti dell'intaglio

Per l’intaglio ci si avvaleva di una strumentazione più articolata, specialmente per i banchi da lavoro, di cui il Museo conserva esemplari sette e ottocenteschi. I banchi per intaglio constano di un braccio verticale (castelletto) che prevedeva un elemento trasversale per l’innesto delle ruote o punte, il cui movimento rotatorio, coadiuvato dagli abrasivi, modellava le forme. Il movimento era ottenuto con pulegge, in epoca più antica collegate ad una ruota azionata manualmente, dal Settecento comandate da un pedale premuto dall’artefice stesso.

I banchi per la glittica, per la realizzazione di cammei e gemme, erano formati da un piano di appoggio anatomico, un comando a pedale, da un castelletto in bronzo in forma di Atlante, che conteneva nel globo il meccanismo per la rotazione delle punte. Queste assumevano efficacia in combinazione con polveri abrasive di diamante o di rubino, impastate con acqua o olio.

Le fasi di lavorazioni dell’intaglio sono le seguenti:

  • esecuzione del bozzetto grafico;
  • traduzione del disegno nel modello plastico in cera
  • scelta delle pietre;
  • fissaggio ad una impugnatura lignea (per gli intagli di piccole dimensioni);
  • sbozzatura della pietra;
  • finitura e lucidatura con l’ausilio di polveri abrasive;
  • assemblaggio delle parti con adesivo a caldo (colofonia) e piccoli perni metallici (per le sculture musive).