• Italiano

Progetti di ricerca

Progetto Disegni a punta metallica con l’Università di Firenze (Facoltà di Fisica e INFN) e Laboratoire de recherche de Musées de France, Paris.

Il disegno a punta metallica: studio della tecnica artistica e identificazione del tratto grafico

Progetto di ricerca internazionale in collaborazione con:

  • Università di Firenze (Università di Firenze, Dipartimento di Fisica e INFN: Pier Andrea Mandò, Franco Lucarelli e Giuseppe Casu);
  • Laboratoire de recherche de Musées de France, Paris (Michel Menu, Alain Duval, Hélène Guicharnaud);
  • équipe dell’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro: Cecilia Frosinini, Letizia Montalbano, Mauro Matteini, Alfredo Aldrovandi.

La ricerca nasce da più esigenze:

  • studiare le origini, lo sviluppo e la decadenza di una delle tecniche più antiche e preziose di disegno;
  • analizzare in modo sistematico le procedure tecniche e i materiali usati;
  • esaminare lo stato di conservazione attuale dei disegni;
  • determinare le più frequenti cause di degrado e mettere a punto una specifica metodologia conservativa ed espositiva.

La complessità del problema coinvolge varie professionalità: conservatori, scienziati e restauratori che lavorano in équipe, con l’ausilio della più moderna dignostica non distruttiva, sia su disegni originali che su campioni eseguiti in laboratorio, secondo le fonti tecniche antiche.

La ricerca prevede due fasi distinte ma parallele: una analitica volta all’indagine degli originali ed una di simulazione su campioni eseguiti nel Laboratorio dell’OPD.

Indagini cui sottoporre gli originali:

1. Mappatura in imaging: documentazione fotografica nel visibile; scansione all’IR; documentazione all’IR falso-colore; analisi multispettrale; analisi iperspettrale; RX; fluorescenza UV

2. Indagini specifiche per identificare la composizione della preparazione e della traccia di metallo lasciata dallo stilo: XRF (XRay Fluorescence); PIXE (Particle Induced XRay-Emission); PIGE (Particle Induced Gamma Ray Emission)

Indagini cui sottoporre i campioni:

  1. FTR per testare analiticamente la qualità dei pigmenti usati per le preparazioni;
  2. analisi colorimetrica delle preparazioni colorate;
  3. studio del segno e della sua azione fisica sulla preparazione;
  4. analisi dei tratti a stilo con differenziazione tra i metalli usati (al microscopio);
  5. misurazione dei tempi di ossidazione di ogni metallo;
  6. invecchiamento artificiale dei facsimili;
  7. imaging;
  8. identificazione della traccia di metallo lasciata dallo stilo;
  9. simulazione dei danni più comuni riscontrati sugli originali.

 

Finora hanno collaborato alla ricerca il Castello Sforzesco e la Biblioteca Ambrosiana di Milano, la Morgan Libray di New York.

La ricerca concerne una delle tecniche artistiche più antiche e preziose, il disegno a punta metallica su carta e pergamena , pratica di cui si ha poca conoscenza specifica, nonostante sia stata una delle tecniche grafiche più usate dagli artisti europei del tardo Medioevo e del primo Rinascimento.

 

Il progetto nasce, oltre che dall’indubbio interesse storico-artistico per una delle espressioni più antiche del disegno, anche e soprattutto dall’esigenza di conservatori, scienziati e restauratori di conoscere in modo analitico i materiali, le tecniche ed il comportamento nel tempo di tali materiali. Si tratta infatti di una tecnica grafica assai delicata che presenta nel tempo gravi problemi conservativi, cui verosimilmente le ricerche potrebbero fornire indicazioni più certe.

 

Le prime ricerche relative all’identificazione del tratto metallico sono state affrontate dal Laboratorio di ricerche C2MRF del Louvre, che ha sottoposto vari disegni ad analisi PIXE, ottenendo risultati molto interessanti.

Si vedano i contributi di

A. DUVAL, L’analyse des matériaux des dessins de Pisanello, in Pisanello, Actes du colloque, Louvre juin 1996, Paris 1998, vol. II, pp. 683-710:

A. DUVAL, Pixe analyses of metal point  Drawings, 6th International Conference on “Non-Destructive Testing and Microanalysis for Diagnostics and Conservation of the Cultural and Environmental Heritage”, Rome, May 1999, pp. 1007-1022;

A. DUVAL et H. Guicharnaud, Dessins allemands et flamands du musée Condé à Chantilly, in De Dürer à Rubens, catalogo della mostra,1999, pp.144-146 e

L. Montalbano,Il disegno a punta metallica. Storia di una tecnica ormai dimenticata, in “OPD Restauro”, VIII, 1996, pp. 241-253.

 

Il nostro Istituto è stato interpellato dai ricercatori del C2MRF e dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Firenze, dove il prof. Pier Andrea Mandò esegue da tempo identiche analisi, alcune delle quali già in collaborazione con l’Opificio (si vedano i risultati pubblicati in AA. VV., Il “Taccuino di Giovannino de Grassi” della Biblioteca Civica di Bergamo: tecnica di esecuzione e restauro, in “OPD Restauro”, IX, 1997, pp. 15-37).

E’ difatti fondamentale che la ricerca, dopo questi primi importanti contributi, parta ex-novo secondo criteri metodologici interdisciplinari che consentano uno studio comparato del problema sotto tutte le sue angolazioni, non solo scientifiche, ma anche, e soprattutto, tecniche, conservative e storico-artistiche.

Il progetto di ricerca ha un triplice scopo conoscitivo: storico-artistico, tecnico e scientifico;deve raggiungere la conoscenza analitica delle tecniche e  dei materiali e contribuire a fornire indicazioni circa i problemi conservativi che i disegni a punta metallica presentano.

La ricerca prevede due fasi distinte ma parallele: una analitica volta all’indagine degli originali ed una di simulazione su campioni eseguiti nel Laboratorio dell’OPD.

 

Grazie alla collaborazione con Margareth Ellis Holben, Direttrice del Thaw Conservation Centre della Morgan Library e del direttore del Dipartimento Scientifico del Metropolitan  Museum di New York, Marco Leona, è stato possibile approfondire parte della ricerca anche sulla collezione dei disegni rinascimentali italiani, conservati presso La Morgan Library.

 

 

Progetto Rinascimento Digitale : Studio del danneggiamento della carta dovuto ad esposizione alla luce.(Alfredo Aldrovandi, Francesco Saverio Cecchi, Franco Lotti, Letizia Montalbano, Tiziana Resta, Giorgio Trumpy, Matteo Viani)

Il  lavoro, promosso dalla Fondazione Rinascimento Digitale in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure e l’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del CNR di Firenze, si propone di valutare gli effetti che le radiazioni visibile ed ultravioletta possono indurre su oggetti di interesse storico-artistico su supporto cartaceo, analizzando le variazioni delle caratteristiche fisiche, chimiche e meccaniche dei materiali costitutivi in relazione al tempo e alla tipologia d’illuminamento a cui questi sono stati sottoposti.

In particolare sono state prese in esame varie tipologie di carte appartenenti a diverse epoche, sottoponendole a programmi di trattamento mediante illuminamento artificiale utilizzando lampade a luce visibile ed ultravioletta.

Durante il trattamento i campioni esposti sono stati analizzati periodicamente per monitorarne il comportamento nel tempo. 

La prima parte del lavoro è in via di pubblicazione nel prossimo numero di OPD Restauro