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Predica di San Giovanni Battista

Il prezioso manufatto appartiene alla celebre serie di ventisette riquadri a ricamo in oro e sete policrome che originariamente costituivano la parte decorativa di un importante parato liturgico composto da due tonacelle, una pianeta ed un piviale. Le fonti storiche e i moderni studi sono concordi nell'attribuire il disegno dei ricami ad Antonio del Pollaiolo, così come i ripetuti pagamenti datati tra il 1466 e gli anni Ottanta, per molte migliaia di fiorini. Nel Settecento e nell'Ottocento il parato venne progressivamente disfatto ed i ricami furono ritagliati, incollati su delle tavolette e posti in cornice sotto vetro, in modo da formare dei semplici quadretti.

I complessi problemi di conservazione e di restauro furono affrontati agli inizi degli anni Ottanta arrivando a progettare una metodologia di intervento che fu dapprima applicata alle scene della Danza di Salomé e della Traslazione del corpo di San Giovanni Battista. L'intervento e gli studi connessi furono presentati in Metodo e scienza. Operatività e ricerca nel restauro, catalogo della mostra a cura di U. Baldini, Sansoni, Firenze 1982, pp. 102 -106, con scheda a cura di U. Baldini e S. Conti).

Le fasi operative dell'intervento riguardano il distacco dal supporto ligneo, la separazione della tela di lino inframezzata tra il ricamo e la tavoletta, la pulitura del ricamo e la fermatura e il riallineamento dei fili del ricamo.

Recentemente l'Opera del Duomo ha avuto l'opportunità di procedere al restauro di un ulteriore ricamo, raffigurante appunto la Predica di San Giovanni Battista davanti ad Erode, in occasione del prestito dell'opera alla mostra "Renaissance Florence. The Art of the 1470's", tenuta presso la National Gallery di Londra nel 1999. Sono state allora affrontate nuovam ente le già note problematiche conservative, migliorando alcune delle fasi tecniche dell'intervento e approfondendo le indagini sulle possibili alterazioni cromatiche, grazie alla collaborazione dell'IFAC - CNR di Firenze. Per segnalare tali innovazioni l'intervento sarà prossimamente presentato sulla rivista dell'Istituto.


Direzione del Restauro
Marco Ciatti

Restauratori
Susanna Conti

Il restauro è stato eseguito con la collaborazioni di Caterina Fineschi della ditta Arcolaio di Siena

Indagini scientifiche
Laboratorio scientifico dell'OPD diretto da Mauro Matteini: Isetta Tosini
IFAC - CNR: Bruno Radicati

Documentazione Fotografia
Marco Brancatelli, Fabrizio Cinotti