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Le indagini fisiche

 

Le indagini di tipo fisico impiegate in laboratorio appartengono al gruppo delle cosiddette indagini non invasive, che non comportano cioè alcun contatto con l’oggetto in esame, né tantomeno prelievo di materiale. Le informazioni che si ottengono, comprendenti dati e immagini, si fondano sulle differenti specifiche interazioni della materia con le radiazioni dello spettro della radiazione elettromagnetica. Le tecniche radiografiche, le tecniche di ripresa nell’infrarosso vicino (fotografica e riflettografica) e la fluorescenza da radiazioni ultraviolette forniscono immagini diverse da quella visibile dal cui confronto si possono ottenere una vasta gamma di informazioni. Il vantaggio di queste indagini è quello di essere contemporaneamente estensive e puntuali, dal momento che possono fornire informazioni sia su tutta l’opera che su aree circoscritte fino a pochi millimetri quadrati.

Le immagini che risultano dalle indagini diagnostiche possono visualizzare, sulle varie tipologie di beni, i diversi aspetti costitutivi delle opere e le loro alterazioni fisiche e fisico-meccaniche, a partire dai supporti, dagli strati preparatori fino alla superficie più esterna spesso inquinata con materiali aggiunti o di deposito.

Queste analisi, utilizzate sia singolarmente che nel loro insieme, risultano spesso determinanti nell’elaborazione del progetto di intervento: alcune di esse, ripetute durante il restauro, costituiscono una verifica e un controllo oggettivo dei risultati delle operazioni eseguite.