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Tappeto persiano, zona Ferahan

Ferahan: particolare di zona degradataXIX secolo, Palazzo de’ Mozzi, Collezione Bardini, Firenze

Il restauro dei tappeti che fanno parte della collezione Bardini hanno rappresentato un’interessante esperienza condotta dalle allieve del corso di restauro arazzi e tappeti.

Il tappeto di alto interesse storico, pur non essendo comune nelle collezioni museali, rappresenta un rilevante momento formativo per la scuola di restauro in quanto, se pur raro, il tappeto storico necessita di un tipo d’intervento che salvaguardi la sua autenticità.
Infatti dopo aver ricostituito la struttura di base costituita dall’intreccio degli orditi e dalle trame che intercalano le file di nodi, si procede al completamento disegnativi ricollocando solo una parte del nodo tramite l’apposizione del cosiddetto “collo del nodo”, cioè quella parte del nodo che avvolge gli orditi. Il ricollocare del nodo nella sua interezza costituirebbe, infatti, una operazione di vera e propria falsificazione; ricollocandone, invece, solo una parte si opera una sorta di suggerimento cromatico che permette la restituzione del disegno pur differenziando l’intervento moderno e rendendolo riconoscibile. Allo stesso tempo la ricostruzione della struttura di fondo ripristina stabilità e consistenza utile al recupero dell’unità del tappeto.
Questo procedimento è reso possibile in quanto il tappeto sfrutta moduli disegnativi che vengono ripetuti e giustapposti.
Una lieve variazione è pur tuttavia possibile ed è da imputare all’interpretazione dell’operatore, ma comunque non implica un’alterazione del modulo disegnativo. Allo stesso modo alcuni tappeti antichi si presentano sovente sottoforma di frammento, in questo caso per non alterarne l’autenticità è necessario optare per un valido sistema espositivo che coniughi la stabilità del tappeto con la sua conservazione.