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Fotografia in infrarosso b/n e in falso colore

La ripresa di immagini in infrarosso può avvenire con l’uso di pellicole fotografiche, con telecamere o con uno scanner. Le pellicole fotografiche per l’infrarosso sono di due tipi:

- pellicola fotografica per l’infrarosso in b/n;

- pellicola fotografica per l’infrarosso a colori (infrarosso a falsi colori).

Il primo tipo di pellicole è stato impiegato a partire dagli anni Trenta ed è tuttora usato nel campo artistico anche se copre una porzione molto ridotta dell’IR, essendo sensibile fino a 900 nm circa.

L’uso delle telecamere, a partire dagli anni Settanta, ha permesso di estendere notevolmente l’intervallo di sensibilità nell’infrarosso fornendo in questo modo un notevole contributo allo studio delle tecniche artistiche e dello stato di conservazione delle opere. Con la messa a punto di scanner nell’infrarosso, a partire dalla fine degli anni Ottanta, sono stati raggiunti ottimi livelli di qualità delle immagini IR dal punto di vista di risoluzione e dettaglio.

Per una ripresa in IR, come sorgente di illuminazione, è sufficiente una qualsiasi lampada a incandescenza (come quella per uso fotografico) che ha sempre un’intensa componente di emissione nell’infrarosso vicino.

La tecnica di ripresa in infrarosso a falsi colori permette di distinguere pigmenti che otticamente appaiono simili ma che sono chimicamente diversi.

Con la tecnologia digitale, dalla tradizionale pellicola Ektachrome Infrared si è passati all’acquisizione delle tre bande IR (infrarosso), R (rosso) e G (verde) e alla loro ricomposizione in RGB, ottenendo in tempo reale le immagini in falso colore. La tecnica ha trovato applicazioni anche a livello di microscopia ottica per un’analisi incrociata dei materiali pittorici.

L’indagine nell’infrarosso viene applicata allo studio di opere d’arte per ottenere informazioni su materiali o stesure che possono trovarsi al di sotto degli strati più esterni di un film pittorico. In ogni caso, è da ricordare che, impiegando la radiazione IR, i segni presenti al di sotto della superficie pittorica, come ad esempio un disegno realizzato sulla preparazione con carboncino, materiale assorbente all’IR, sono visibili solo se la natura e lo spessore degli strati soprastanti lo rendono possibile, cioè se questi risultano “trasparenti” all’IR. Con questo metodo d’indagine si possono acquisire varie informazioni sulla tecnica di esecuzione di un dipinto come ad esempio:

  • la presenza di un disegno preparatorio e le sue modalità di esecuzione (a carboncino, a pennello, l’impiego del cartone per lo spolvero, l’uso della quadrettatura per il riporto del disegno);
  • pentimenti o rifacimenti,
  • la natura chimica di alcuni pigmenti (solo in alcuni casi).
Fis 3 irbn visFis 3 irbn bisFis 4 irfc1 visFis 4 irfc1 bisFis 5 irfc visFis 5 irfc bis