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La ripresa

La documentazione fotografica dei fenomeni di fluorescenza richiede una particolare attenzione nella scelta di tutti gli elementi che concorrono all’ottenimento dell’immagine finale. Per prima cosa occorre innanzitutto valutare e testare la qualità delle sorgenti UV, il filtro di eccitazione, e il filtro barriera da anteporre all’obiettivo della camera fotografica.

Risulta pertanto fondamentale ottenere una documentazione fotografica della fluorescenza quanto più possibile “veritiera”, dove con questo termine s' intende un’immagine il più vicino possibile alla sensazione visiva in situ. È allo stesso tempo importante distinguere nettamente nella fotografia le zone fluorescenti da quelle che non lo sono, in modo da ottenere una ripresa che riveli la sola fluorescenza su un fondo completamente nero. Tuttavia, nella pratica quotidiana, quasi tutte le riprese della fluorescenza UV sono ancora lontane da questo standard qualitativo, presentando dominanti violetto-bluastre che inquinano, alterandoli, i colori della fluorescenza dei materiali.
La scelta delle lampade UV è forse l’elemento meno critico di tutta la catena, anche se merita alcune osservazioni: il tipo più semplice di illuminante è un riflettore, realizzato in alluminio per riflettere totalmente la radiazione UV aumentando la resa dell’illuminazione, fornito con sorgenti tubolari.

Il filtro da ripresa, detto filtro barriera, è un elemento che deve consentire la trasmissione della sola fluorescenza UV bloccando la radiazione ultravioletta riflessa dalla superficie studiata. Questi filtri non devono avere fluorescenza propria, dal momento che la ripresa, in caso contrario, avrebbe dei valori cromatici falsati assumendo un aspetto “impastato” privo di contrasto.

Un buon criterio per la valutazione della fluorescenza UV in fotografia, è dato dall’inserimento nella zona inquadrata di un riferimento bianco di riflettanza non fluorescente costituito da SpectralonTM. La riflessione totale per ogni lunghezza d’onda fa sì che appaia bianco in luce visibile. Dal momento che non presenta alcuna fluorescenza, lo stesso riferimento appare molto scuro (praticamente nero) nelle riprese fotografiche in UV. In pratica, però, in questo tipo di riprese, il riferimento appare di un tono blu-grigiastro tendente al nero per la presenza della luce visibile parassita delle lampade di Wood, o di qualsiasi altra componente di luce visibile, riflessa dal riferimento stesso. Il valore colorimetrico di questo riferimento rappresenta, pertanto, di quanto la fotografia si discosti dall’immagine formata dalla sola fluorescenza UV.