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Indagini nell’infrarosso

L’interazione energia-materia di strati pittorici con la radiazione del vicino infrarosso (IR), cioè la banda dello spettro elettromagnetico che va dall’estremo visibile rosso fino a una lunghezza d’onda di circa 2.5 μm, può dar luogo a fenomeni ottici ben diversi da quelli osservabili in luce visibile. L’assorbimento, la diffusione interna (scattering) e la riflettanza possono assumere valori molto diversi, con una conseguente variazione di trasparenza dello strato pittorico a vista.

In generale a un aumento della lunghezza d’onda corrisponde una diminuzione del fenomeno di scattering, cioè una diminuzione del potere coprente e quindi un aumento della trasparenza dello strato pittorico. Nel campo dell’indagine IR, applicata allo studio di opere d’arte, questo significa che, in generale, impiegando sensori che rivelano radiazioni a lunghezza d’onda più lunghe è possibile ottenere informazioni su strati che si trovano a livelli più interni nel dipinto.
Le indagini mediante uso di radiazione IR possono evidenziare molti particolari interessanti: la natura di certe sostanze e di pigmenti, i pentimenti e/o i ritocchi (sia in fase di disegno sia in fase di stesura pittorica), la presenza di disegno preparatorio, l'uso del carboncino o del pennello nella stesura del disegno, l’impiego del cartone per lo spolvero, l’uso della quadrettatura per il riporto del disegno, stesure sottostanti al film pittorico usate come basi cromatiche, i restauri subiti nel passato e la presenza di firme o altri segni particolari non più visibili a “occhio nudo”. In ogni caso, è da ricordare che i segni presenti al di sotto della superficie pittorica (es.: disegno realizzato a carboncino sulla preparazione con materiale assorbente all’IR) sono visibili impiegando la radiazione infrarossa, solo se la natura dei materiali e lo spessore del film pittorico soprastanti lo rendono possibile, cioè risultano “trasparenti” a queste lunghezze d’onda.

La ripresa di immagini in infrarosso può avvenire con macchine fotografiche, con telecamere o con uno scanner.
Per una ripresa in IR, come sorgente di illuminazione, è sufficiente una qualsiasi lampada a incandescenza (come quelle per uso fotografico) che hanno sempre un’intensa componente di emissione nell’infrarosso vicino. È importante che la superficie da indagare sia illuminata in modo uniforme e con una luce prevalentemente diffusa; a tale proposito si utilizzano di solito due lampade con riflettori a parabola, poste ai lati dell’apparecchiatura di ripresa.

Fis 3 irbn visFis 3 irbn bisFis 5 irfc visFis 5 irfc bisFis 4 irfc1 visFis 4 irfc1 bis