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Riflettografia Infrarossa di tipo analogico (telecamera con tubo vidicon)

Con il termine “riflettografia infrarossa” si definisce l’osservazione in IR di una superficie dipinta effettuata mediante una telecamera equipaggiata con un tubo vidicon; questo tipo di sensore permette la visione nell’infrarosso fino a lunghezze d’onda di circa 2 μm.
Il vidicon è un sensore il cui funzionamento si basa sulla variazione della resistenza elettrica in funzione della radiazione luminosa ed è costituito da una serie di elettrodi, contenuti in un tubo di vetro, nel quale è praticato un vuoto spinto. L’elettrodo dove avviene la conversione tra l’informazione luminosa ed elettrica si chiama catodo e su di esso deve essere focalizzata otticamente l’immagine. Sul catodo è depositato uno strato sottile fotoconduttivo (ossido e solfuro di piombo, sensibili alle radiazioni nel visibile e nel vicino infrarosso) la cui resistenza è in funzione del numero di fotoni che lo colpiscono. La lettura della superficie illuminata è fatta tramite “un pennello di elettroni” che, deflesso, effettua una esplorazione raster (per linee orizzontali) dell’immagine per cui l’apporto di carica sul catodo e, quindi, la corrente del pennello elettronico, dipende dall’illuminamento.
Questo tipo di telecamere presenta, però, una serie di problemi direttamente connessi al tubo vidicon, tra cui:

  • problemi di instabilità termica del sensore;
  • mancanza di uniformità di risposta fotometrica del sensore che è variabile per ciascun tubo;
  • forte instabilità ad alti livelli di illuminamento (se un’intensa radiazione luminosa colpisce il sensore l’immagine può rimanere fissata permanentemente sul tubo danneggiandolo irrimediabilmente;
  • tempi di acquisizione dell’immagine lunghi in condizioni di bassa luminosità con conseguente persistenza dell’immagine sul tubo una volta cessata l’acquisizione;
  • distorsioni geometriche in alcuni casi non trascurabili;
  • bassa risoluzione spaziale.

Nel campo della diagnostica infrarossa per immagini, applicata ai beni artistici, la riflettografia IR rappresenta l’indagine strumentale per eccellenza. Infatti, l’uso di telecamere offre molti vantaggi rispetto alla pellicola, in quanto non solo il tubo vidicon ha un intervallo di operatività più esteso nell’infrarosso rispetto a quello delle pellicole ma è anche possibile vedere in tempo reale l’immagine ottenuta direttamente su di un monitor. Questo consente di verificare immediatamente l’utilità dell’indagine e pertanto di:

  • documentare soltanto le situazioni più significative che si presentano in infrarosso;
  • non dover aspettare i tempi legati allo sviluppo e alla stampa del materiale fotografico per vedere i risultati dell’indagine;
  • poter acquisire in tempi ravvicinati tra loro le stesse inquadrature nel visibile e nell’infrarosso solo sostituendo o eliminando filtri anteposti all’obiettivo della telecamera.


La migliore soluzione per l’acquisizione delle immagini è quella offerta da un computer (in particolare di un computer portatile) che, collegato alla telecamera mediante una speciale scheda, acquisisca, registri e salvi in formato digitale le riprese IR. In questo modo, le immagini possono essere elaborate, migliorate e assemblate con l’aiuto di più o meno sofisticati software, facilmente reperibili in commercio. Il risultato di tale elaborazione può essere trasferito su carta tramite stampanti ad alta risoluzione oppure archiviato in formato digitale.