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Rosso Fiorentino, Pala Dei

Rosso Fiorentino, Pala Dei
Firenze, Galleria Palatina

La Pala Dei di Rosso Fiorentino, oggi alla Galleria Palatina, fu realizzata nel 1522 per un altare della chiesa fiorentina di santo Spirito di patronato della famiglia Dei; fu poi acquisita, alla fine del Seicento, dalla collezione medicea e trasferita a Palazzo Pitti. Secondo il gusto del tempo, per cui le opere erano inserite in uno studiato apparato decorativo, il dipinto fu ampliato su tutti e quattro i lati e dotato di una nuova elegante cornice, così come accadde per numerose altre opere della Galleria Palatina (la Madonna del Baldacchino di Raffaello, per esempio). Alcuni dettagli furono aggiunti per contribuire a collegare visivamente le due parti. Si veniva così anche a proporre una diversa lettura dell’opera, riducendone l’accesa carica espressiva, propria del primo Manierismo fiorentino, a favore di una lettura più accademica e classicista, come è evidente dallo sfondo architettonico allora realizzato.

Tutte queste trasformazioni dell’opera hanno un indubbio valore dal punto di vista storico ed anche come una nuova creazione che si è sommata a quella originaria. La permanenza dell’opera nello stesso contesto che ne aveva motivato l’ampliamento, infine, ha rafforzato la scelta teorica di conservare l’insieme così costituito, pur cercando sia di risanare i danni, sia di consentire una più chiara lettura dei suoi valori espressivi. Tuttavia erano proprio le modalità tecniche della giunzione fra le parti ad avere provocato gravi danni strutturali, tra cui delle fratture passanti nella tavola, ancora in movimento. Questa situazione dialettica tra valori ed esigenze divergenti, hanno trovato una soluzione nel progetto di intervento che ha dunque deciso di separare le due parti, di risanarne separatamente la struttura, ed infine di procedere al loro rimontaggio con nuove e diverse modalità, più elastiche, che evitino l’insorgere di fenomeni di degrado. Dal punto di vista pittorico, l’intervento è consistito essenzialmente in una delicata, graduale e parziale pulitura, compiuta con un differenziato assottigliamento delle vernici alterate, frutto degli interventi manutentivi del passato, e delle patinature, ed in una rimozione di alcune ridipinture assai disturbanti che si sovrapponevano al dipinto del Rosso. I risultati così conseguiti dalla pulitura sono di grande rilievo in quanto consentono un pieno apprezzamento della qualità eccezionale del dipinto. Le indagini diagnostiche, assai sofisticate, compiute (riflettografia IR ad alta risoluzione a scanner; fluorescenza UV; infrarosso bianco-nero; IR falso colore; fluorescenza X; spettroscopia di riflettanza; ecc.) hanno permesso di comprendere la tecnica artistica dell’opera ed hanno evidenziato il disegno preparatorio, estremamente ricco di varianti, frutto della esplosiva furia creativa dell’artista.

I risultati degli studi e del restauro sono pubblicati nel volume La ‘Pala Dei’ del Rosso Fiorentino a Pitti. Storia e restauro, a cura di M. Ciatti e S. Padovani, Edifir-Firenze, 2006

 


Restauro
Il restauro è stato compiuto da Maria Teresa Cianfanelli con la collaborazione di

 

  • Alessandra Ramat per la parte pittorica;
  • Ciro Castelli, Mauro Parri e Andrea Santacesaria per il supporto ligneo, con la collaborazione di Salvatore Meccio.

Indagini scientifiche
Le indagini conoscitive di tipo fisico sono state compiute con il coordinamento di Alfredo Aldrovandi da:

  • Alfredo Aldrovandi e Ottavio Ciappi per la radiografia X;
  • Andrea Cagnini e Natalia Cavalca per la spettrofotometria di riflettanza;
  • Roberto Bellucci per la riflettografia IR ad alta risoluzione a scanner (in collaborazione con l’INOA di Firenze);
  • Pietro Moioli e Claudio Seccaroni per la fluorescenza X;
  • Fabrizio Cinotti e Annette Keller per le riprese in fluorescenza UV, infrarosso Falso Colore e infrarosso bianco e nero.