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Policromie del Donjon del XIII-XIV secolo nel Castello di Quart (AO)

Nella primavera del 2005 l'OPD ha stipulato una convenzione triennale con la Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali della Val d'Aosta, attraverso la quale si formalizzava una collaborazione fra le due Istituzioni per realizzare il restauro delle pitture murali situate sulle pareti del Donjon del castello di Quart, ossia la torre più alta della fortezza. Si tratta di pitture murali databili fra la fine del XIII e i primi del XIV secolo, conservate sulle pareti interne del torrione, il cosiddetto donjon. Nonostante la cattiva lettura dei dipinti murali in origine, poichè coperti da scialbo, era riconoscibile la presenza di due temi: uno legato al Roman d'Alexandre, l'altro al calendario; a questi viene ad aggiungersi un terzo tema con la rappresentazione di Sansone e Dalila.

La prima fase operativa, realizzata nel 2005, è consistita in una missione dei restauratori del Settore di restauro di Pitture murali e Stucchi per verificare la possibilità di eseguire la rimozione delle scialbature che occultavano i dipinti, attraverso la tecnica dello "strappo". Si era infatti potuto osservare che su questi scialbi erano presenti scritte e incisioni risalenti al XVI secolo e quindi di una certa rilevanza storica.

Nel luglio del 2006 le operazioni sono proseguite mediante l'allestimento di un cantiere estivo che ha visto la partecipazione degli allievi della Scuola di Alta Formazione dell'OPD e i restauratori della Soprintendenza aostana. Fin dalle prime operazioni  si è potuto verificare che la tenacità dello scialbo avrebbe seriamente compromesso l'integrità della pittura sottostante, quindi si è modificato il progetto iniziale, limitando gli strappi  a piccole aeree ben circoscritte, ritenendo più appropriato un intervento di pura rimozione dello scialbo. Tuttavia anche in questo caso si è dovuto constatare la presenza di notevoli difficoltà nei metodi di esecuzione tradizionali, in quanto l'uso di mezzi chimici o meccanici ha condotto a esiti non sempre soddisfacenti. Cosicché dopo aver effettuato un ampio numero di prove è stato deciso di effettuare un tentativo utilizzando il Laser Nd:YAG che ha dato risultati incoraggianti. Si è dunque deciso di proseguire con nuovi saggi di pulitura utilizzando questo sistema, testando attraverso la modulazione di diverse intensità del raggio la reazione prodotta su differenti zone scialbate.

* in corso di aggiornamento

Prove di rimozione degli scialbi