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La Pianeta, sec. XIX Musei Comunali di Firenze

Opera:

La pianeta, conservata nei locali dei Musei Comunali a Firenze, ha subito l’alluvione del 1966 ed è probabilmente appartenuta a Padre Ugo Bassi, un padre barnabita che militò nelle truppe garibaldine, questi fu fedele a Garibaldi tanto che egli lo volle con se nella barca con cui partì da Cesenatico nel tentativo di sfuggire alle truppe austriache. Durante la fuga Ugo Bassi fu catturato e fucilato a Bologna, a nulla servirono i tentativi di scarcerazione da parte della Curia di Comacchio.

Tecnica esecutiva:

Il tessuto è un lampasso lanciato in seta beige, i motivi decorativi con fiori di grandi dimensioni e soggetti astratti (carro trainato da fenice) permettono di datare l’opera alla metà del XVIII sec. I medesimi motivi si ritrovano in un abito liturgico appartenente alla diocesi di Enna. L’utilizzo, la cattiva conservazione e soprattutto l’alluvione, fanno si che l’opera si trovi in cattivo stato di conservazione. La parte in seta è in migliori condizioni rispetto alle fodere, quasi completamente distrutte.

Intervento:

Le condizioni di conservazione dell’opera differiscono notevolmente a seconda che la materia sia seta o vegetale (fodere in lino). Le acqua che hanno inondato i locali in cui era conservata l’opera, erano ricche di sostanze inquinanti che hanno attaccato i tessuti provocando danni proporzionali alla tipologia delle stoffe. La parte in seta non ha subito un grave danno strutturale, anche se però sono notevoli i depositi fungini, le polveri superficiali e le macchie. La parte in fibra vegetale è in uno stato di conservazione pari a quello dei tessuti archeologici, sostanze inquinanti, errata conservazione, presenza di attacchi fungini hanno determinato l’indebolimento strutturale delle fibre, la formazione di macchie indelebili e la scomparsa di gran parte della materia.
L’intervento si pone gli obiettivi di liberare entrambi i tessuti dalle sostanze inquinanti e da eventuali prodotti di queste ultime, sia attraverso l’intervento meccanico che per via umida, e di ristabilire l’integrità strutturale dei tessuti attraverso metodologie di consolidamento sperimentali e idonee alle condizioni di conservazione dell’opera, nonché alla fruibilità della stessa.

Analisi e indagini eseguite:

  • Documentazione fotografica in VIS, IRFC, UVFC
  • Documentazione grafica in Autocad
  • Radiografia
  • Indagini colorimetriche/spettroscopiche (FORS)
  • Misurazione della viscosità intrinseca del lino delle fodere (Stazione Sperimentale della Seta (S.S.S.) www.ssiseta.it)
  • Indagini di riconoscimento del filato (microscopio ottico, VIS e UV)
  • Spettrofotometria FTIR (analisi polveri)


La pianeta è stata oggetto di una tesi di diploma della S.A.F. dell'Opificio delle Pietre Dure, anno 2005, dal titolo: “L’unica pianeta dell’ex Museo del Risorgimento di Firenze: il difficile recupero dopo l’alluvione del 1966” (allieva: M. Zingarelli; relatori: S. Conti, M. Ciatti, C. Lalli, L. Lucchesi).