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Chiostro Verde: Paolo Uccello

Le pitture murali del lato est in Santa Maria Novella 

Dal luglio 2011, il Settore di Restauro delle Pitture Murali dell’Opificio delle Pietre Dure ha dato avvio al cantiere di restauro del ciclo di pitture murali di Paolo Uccello che decorano il lato est del cosiddetto Chiostro Verde, il monumentale complesso annesso alla chiesa di Santa Maria Novella.

La decorazione parietale del Chiostro Verde rappresenta un rilevante momento per la pittura tardogotica fiorentina. Gli artisti che partecipano all’esecuzione del ciclo pittorico con Storie della Genesi non fanno riferimento ad un’unica bottega, ma si differenziano e caratterizzano per mentalità e per interessanti variazioni tecniche sul tema del monocromo a terra verde, tecnica pittorica di solito destinata a decorazioni di interni di minore pregio o di forte sottolineatura pauperistica. In definitiva l’unico dato che accomuna il complesso è proprio il colore, “a sugo d’erbe e terra verde”, che gli ha valso il nome complessivo. La notorietà delle pitture murali del Chiostro Verde è dovuta alla presenza, fra gli artisti che vi si cimentarono, di Paolo Uccello alla cui piena autografia sono senz’altro dovute le pitture di due delle campate del lato est: la prima, con la Creazione degli animali e di Adamo e la Creazione di Eva e il Peccato originale; la quarta, con il Diluvio universale e il Sacrificio ed Ebbrezza di Noè. Questi dipinti sono di straordinaria importanza per le modalità stilistiche con cui sono rappresentati i soggetti, oltre ad essere una preziosa testimonianza pittorica di pittura murale di questo artista.

Il progetto di intraprendere il restauro delle pitture murali del Chiostro Verde affonda le sue radici in una serie di indagini diagnostiche e interventi effettuati dall’OPD dal 2004 al 2006, interventi e studi eseguiti che sono poi confluiti in una tesi di diploma della Scuola di Alta Formazione dell’Opificio, dell’allievo Andrea Vigna, dal titolo Il Chiostro Verde del Convento di Santa Maria Novella: lo studio della tecnica esecutiva e dello stato di conservazione delle pitture murali finalizzato all’individuazione del progetto di restauro (relatori: Cristina Danti, Alberto Felici, Serena Pini), discussa nell’anno accademico 2005. Negli anni successivi molte e diverse tra loro sono state le occasioni per l’Opificio di continuare a tenere desta la propria attenzione sullo stato di conservazione delle pitture murali del Chiostro Verde: dal restauro pilota effettuato nel 2006 delle pitture di una campata del lato nord, alle ripetute osservazioni a controllo della situazione conservativa, effettuate negli anni successivi (2008 e 2009) che hanno messo in luce l’esistenza di un degrado di una certa importanza che andava progressivamente aggravandosi con una accelerazione davvero impressionante negli ultimi anni.

Il colore delle superfici pittoriche tende non solo a polverizzarsi a causa di una pressoché completa decoesione materica, ma presenta una decisa esfoliazione provocata dalla perdita di adesione dei materiali utilizzati nelle operazioni di distacco e di foderatura e riadesione al nuovo supporto e dalla presenza di fissativi superficiali che contraendosi ne provocano anche l’arricciamento. Nonostante il degrado ci fosse ben noto, in quest’occasione si è potuto constatare la drammaticità delle condizioni conservative che si sono rivelate estremamente preoccupanti in quanto hanno mostrato una brusca accelerazione rispetto a quanto era stato fino a questo momento rilevato. Il confronto con le mappature e i rilevamenti eseguiti in precedenza mostra un’impennata dei processi di alterazione che sta mettendo a repentaglio ampie zone del tessuto pittorico. La repentinità con cui certi fenomeni si sono presentati può far supporre di essere in presenza ad un collasso chimico fisico dei materiali utilizzati nei precedenti interventi di restauro. Questo sta definitivamente compromettendo la stessa consistenza materica degli elementi costitutivi.

Dato quanto esposto, in accordo fra loro, l’OPD, il Comune di Firenze e la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze hanno ritenuto che un tempestivo intervento fosse assolutamente necessario affinché non si verificassero ulteriori e irreparabili danni ad importanti zone del tessuto pittorico.

Nonostante l’evidente impatto che tale operazione avrà per un certo periodo su visibilità e fruizione da parte del pubblico del Museo, le situazioni conservative consigliano che si operi la rimozione degli otto pannelli delle quattro Campate del lato Est, che versano in condizioni conservative davvero drammatiche, per provvedere al loro restauro. Dopo la messa in sicurezza di tutte le pitture murali del lato est, verranno per primi affrontati i due pannelli relativi alla prima campata del Chiostro Verde (con la Creazione degli animali e di Adamo e la Creazione di Eva e il Peccato originale) che, all’interno dell’OPD saranno sottoposti a indagini conoscitive e diagnostiche e alle prime fasi di restauro. In caso lo si ritenga possibile dal punto di vista conservativo, il restauro potrà poi proseguire dopo aver adeguatamente ricollocato i pannelli in loco, così da minimizzare l’impatto dell’assenza delle opere dalla fruizione del pubblico.

Il finanziamento dell’intervento, per il momento, si appoggia soltanto su fondi del MIBAC eroganti secondo la programmazione annuale dei Lavori Pubblici e grazie ad uno stanziamento di ARCUS.

Il gruppo di lavoro è costituito:

  • per l’OPD da Cristina Acidini (soprintendente), Cecilia Frosinini (direttore del Settore Restauro delle Pitture Murali), Marco Ciatti (vice-direttore), Fabrizio Bandini (direttore tecnico), Alberto Felici (restauratore), 
    con la collaborazione di Andrea Vigna e Irene Biadaioli (restauratori, ex-allievi diplomati). 
    Responsabile della sicurezza, ing. Pietro Capone
  • per il Comune di Firenze da Giorgio Caselli (dirigente del Settore Belle Arti), Elena Pianea (dirigente del Settore Musei), Serena Pini (direttore del Museo di Santa Maria Novella), con la collaborazione di Laura Corti (restauratrice); 
    responsabile per la sicurezza, arch. Maria Bonelli.

  • per la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze: Cristina Acidini (soprintendente), Anna Bisceglia (funzionario di zona).

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