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Il progetto diagnostico

Da quello che emerge seguendo la storia conservativa delle Cappelle, non è stata avviata, dopo l'intervento di Tintori e Procacci del 1958-61, una campagna di indagini complessiva dei due cicli decorativi che potesse appurare con precisione la tecnica e lo stato di conservazione delle pitture.

L'OPD, a cui si deve il progetto scientifico, ha ottenuto un grant dalla Getty Foundation di Los Angeles per l'esecuzione della campagna diagnostica delle Cappelle Peruzzi e Bardi, in collaborazione con l'Opera di Santa Croce, cui si deve la gestione economica e logistica, e la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze.

L'obiettivo del progetto era quello di ottenere le informazioni necessarie sulla tecnica esecutiva e le condizioni di degrado della cappella Peruzzi e della cappella Bardi, dipinte da Giotto: la prima con Storie di San Giovanni Evangelista e Battista; la seconda con Storie di San Francesco.

La campagna diagnostica già conclusa, quindi, ha come fine quello di individuare i materiali usati da Giotto per distinguerli dagli interventi successivi, le tipologie di degrado presenti nonché le condizioni ambientali in cui insistono le pitture in virtù dell'intervento di restauro che sarà guidato dai principi di minimalizzazione, reversibilità e compatibilità dei materiali.

La campagna di IMAGING è alla base di tutte le riflessioni successive per lo studio, non solo scientifico ma anche storico-artistico, delle cappelle. Diversi i tipi di analisi effettuate:

  • immagini fotografiche a luce visibile e radente quest'ultima utile per verificare l'aspetto tridimensionale della superficie della pittura.

  • ultravioletto

  • riflettografia infrarossa e infrarosso in falso colore

  • XRF (X-Ray Fluorescence) ossia una tecnica non invasiva che consente di identificare gli elementi chimici con numero atomico uguale o superiore di 20.

  • FORS (Fiber Optic Reflectance Spectroscopy) dove l'incidenza di una radiazione elettromagnetica viene catturata da una fibra ottica e inviata ad un analizzatore dandoci informazioni sulle proprietà di pigmenti o coloranti.

  • FOFS (Fiber Optic Fluorescence Spectroscopy), si acquisiscono le emissioni di fluorescenze ottenendo informazioni sui componenti organici.

  • FTIR. Il segnale IR riflette su una superficie ed è catturato da una fibra ottica che analizza i dati. Questo sistema consente di ottenere informazioni sulla presenza di composti organici e inorganici in superficie.

  • SUSI (Integrated Instrument for measuring Moisture and Salt content) utilizza microonde per esaminare la condizione dell'affresco dal punto di vista dei Sali, misurandone anche le variazioni d'umidità sulle pareti.

È seguito un campionamento fatto per mezzo di microprelevamenti  per verificare la composizione dei materiali sia della pellicola pittorica che dell'intonaco, nonché  la presenza di sali al fine di mapparli lungo le pareti. Le analisi compiute sono state svolte utilizzando:

  • SEM (Microscopio Elettronico a Scansione - Scanning Electron Microscope)   effettuati dal Laboratorio Scientifico dell'OPD. Il SEM è un microscopio elettronico che scansiona con un alta energia del fascio di elettroni e le immagini ottenute hanno un aspetto tridimensionale utile a comprendere la superficie del materiale;

  • analisi dei materiali organici mediante Gas Cromatografia Spettrometria di Massa (GC/MS), ossia si separano i composti presenti nel campione ed è uno dei metodi che consente l'identificazione delle sostanze organiche presenti nel campione;

  • pirolisi Gas-Cromatografia Spettrometria di Massa (PY/GC/MS) (Università degli Studi di Pisa) *. L'analisi consente di ottenere il profilo molecolare dei composti organici ottenuti dalla pirolisi, ossia decomposizione termochimica, di materiali naturali e sintetici di natura polimerica.

Ora che si è conclusa la campagna diagnostica si sta procedendo all'elaborazione e all'incrocio dei dati a disposizione cosicché si potranno ottenere le informazioni necessarie alla conoscenza della tecnica esecutiva di Giotto. Solo successivamente si avvierà l'intervento di restauro, plausibilmente della durata di 3 anni per Cappella, partendo da quella individuata come maggiormente compromessa dal punto di vista conservativo.

Il gruppo che sta lavorando alle pitture murali di Giotto è composta da 34 persone, tra storici dell'arte, restauratori e ricercatori. Oltre alla piena partecipazione dell'Opificio in tutte le sue componenti:

-

Alfredo Aldrovandi

OPD

Fisico

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Fabrizio Bandini

OPD

Restauratore

-

Roberto Bellucci

OPD

Restauratore

-

Marco Ciatti

OPD

Storico dell'arte

-

Sergio Cipriani

OPD

Fotografo

-

Alberto Felici

OPD

Restauratore

-

Cecilia Frosinini

OPD

Storico dell'arte

-

Carlo Lalli

OPD

Biologo-Chimico

-

Giancarlo Lanterna

OPD

Chimico

-

Mariarosa Lanfranchi

OPD

Restauratore

-

Paola Ilaria Mariotti

OPD

Restauratore

E  i seguenti consulenti:

- Culturanuova * di Massimo Chimenti (programma informatico di gestione dati e documentazione);

-

Francesca Piquè

Consulente OPD

Chimico

-

Antonio Quattrone

Consulente OPD

Fotografo

-

Annette Keller

Consulente OPD

Fotografo

-

Cristiana Massari

Consulente OPD

Segreteria scientifica

-

Luca Lupi

Consulente OPD

Fotografo

-

Guido Roche

Architechno

Fisico

Saranno coinvolti nella ricerca i seguenti Istituti di ricerca:


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