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Stato di conservazione

Lo stato di conservazione dell'intera cappella era pessimo a causa di diversi fattori quali le alluvioni che colpirono Firenze nel 1844 e nel 1966, per citare le più recenti, così come le inondazioni subite dall'edificio che si trova molto vicino all'Arno. A questo vanno aggiunti i danni causati da interventi di restauro non propriamente opportuni e susseguitisi nel corso del tempo: aggiornamenti iconografici delle scene; aggiornamenti legati al gusto e alla moda imperante di un periodo, oltre che quelli necessari per rimediare ai danni causati dalle inondazioni.

Le analisi scientifiche sui prelievi stratigrafici hanno infatti evidenziato la presenza di ulteriori ridipinture oltre a quelle più evidenti a occhio nudo.

Nelle prove di pulitura eseguite quando il complesso da carcere venne risistemato per ospitare la Facoltà di Architettura, si osservarono motivi preesistenti, ossia al di sotto della pittura attuale, ripresi dall'arte classica: sulle due cornici laterali, la doppia treccia su uno sfondo color terra di Siena, mentre, sulla fascia, una modanatura decorata con ovuli, dardi e fuseruole.

In sintesi gli interventi principali sono stati sostanzialmente tre: uno eseguito nel Cinquecento subito dopo la realizzazione delle pitture, probabilmente per sistemarle solo nella parte bassa dopo la prima inondazione. Questa fu un'occasione anche per aggiornarle stilisticamente.

Il secondo e più radicale intervento fu realizzato nel Seicento e previde il restauro di tutta la superficie della parete dell'altare danneggiata dalla seconda e più grave inondazione del 1589. Le pitture monocrome vennero colorate in questo periodo poiché più rispondenti al gusto contemporaneo e, probabilmente, in questi anni vennero coperte le scene con i miracoli della Santa legati alla tradizione popolare.

L'aspetto attuale della cappella deriva invece dal terzo ed ultimo intervento di cui conosciamo la data grazie al cartiglio che commemora l'evento:  1799. In quest'anno vennero restaurate le pitture dedicate alla Santa, leggermente modificate nella scena principale, e eseguite ex novo le decorazioni del resto della cappella.

La luce radente evidenzia in molte aree della parete d'altare un degrado legato a dei sollevamenti della pellicola pittorica causati dalle miche presenti nella sabbia utilizzata per l'intonaco. In altre aree le superfetazioni saline hanno causato altri distacchi; a questo vanno aggiunti danni quali graffi e scalfiture risalenti al periodo di trasformazione dell'edificio in carcere.