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Giovan Battista Pieratti, Andromeda e Perseo

FIRENZE, GIARDINO DI BOBOLI, VASCA DELL'ISOLA

Le sculture del Perseo e dell’Andromeda provengono dalla Vasca dell’Isola nel Giardino di Boboli, i giardini di Palazzo Pitti, residenza della famiglia de’ Medici dal 1549.La Vasca dell’Isola venne ideata da Giulio e Alfonso Parigi nel 1618 e le statue del Perseo su un cavallo marino e quella dell’Andromeda furono realizzate da Giovan Battista Pieratti nei primi anni Trenta del 1600.

Le sculture sono in restauro presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze su incarico della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale per la città di Firenze.

ANDROMEDA

La statua è stata ricavata da un unico blocco unico di marmo apuano e realizzata in modo tradizionale. Fu collocata dall’artista nel 1637 all’interno della vasca dell’Isola, in cima ad una collinetta costruita con pietre spugnose sovrapposte; alla base della scultura sporgevano, a pelo d’acqua, realizzato in bronzo, un mostro marino dalla cui bocca aperta usciva uno zampillo d’acqua e due rane in piombo e in bronzo. Quella in piombo fu collocata nel 1951 dal restauratore Nello Petrini, come ricorda l’iscrizione scoperta all’interno dell’animale al momento dello smontaggio. Gli elementi in bronzo e piombo sono in restauro presso il laboratorio di Bronzo e Armi Antiche dell’Opificio.

L’intervento di restauro è stato preceduto da una campagna di indagini diagnostiche al fine di caratterizzare e identificare i microrganismi presenti sulla scultura. Sono state identificate ben 13 specie licheniche (di cui 1 non meglio precisata) e un biofilm di colore nero costituito da funghi e alghe.

Sono stati effettuati dei test di pulitura selezionando aree con una colonizzazione omogenea di licheni di specie crostose e fogliose. Una volta identificato il biocida più adatto, si è proceduto alla disinfestazione della biomassa. Al termine delle operazioni di pulitura sono stati prelevati campioni di marmo ed osservati al microscopio ottico in UV al fine di verificare la presenza di fluorescenza, indice di vitalità.

È prevista la musealizzazione dell’opera che sarà sostituita “in situ” da una copia.

ANALISI E INDAGINI DIAGNOSTICHE ESEGUITE

    • Documentazione fotografica in Fluorescenza VIS e UV (Laboratorio Fotografico OPD);

    • Osservazione al microscopio ottico in luce VIS e UV (Laboratori Scientifici OPD);

    • Spettrofotometria FT-IR e indagini al SEM (Laboratori Scientifici OPD);

    • Indagini biochimiche (Laboratori Scientifici OPD);

    • Indagini petrografiche e stratigrafiche al microscopio ottico (a cura di Fabio Fratini – I.C.V.B.C.-C.N.R. Firenze); 

 

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO

Il restauro dell’opera è stato oggetto di una tesi di diploma della S.A.F. dell’Opificio delle Pietre Dure, anno 2009, dal titolo: “Il restauro dell’Andromeda del ciclo scultoreo nella Vasca dell’Isola nel giardino di Boboli. Rimozione della biomassa: revisione critica della efficacia di alcuni biocidi, di Giuseppe Onesti (relatori: Alessandro Cecchi, Alessandra Griffo, Franca Sorella, Isetta Tosini) 

Alessandro Cecchi, Giuseppe Onesti, Maria Rizzi, Franca Sorella, Isetta Tosini, Il restauro dell'Andromeda del ciclo scultoreo nella vasca dell'Isola nel Giardino di Boboli. Rimozione della biomassa: revisione critica dell'efficacia di alcuni biocidi, in "OPD. Restauro", 22, 2010, pp. 225-234.


PERSEO

Realizzata da Giovan Battista Pieratti nei primi anni Trenta del 1600 nell’ambito del seconda fase di ampliamento del Giardino di Boboli verso Porta Romana, raffigura Perseo che a cavallo di Pegaso si accinge a salvare Andromeda.

Il Perseo nasce come un restauro, come riuso dei frammenti di pezzi antichi e Pieratti realizza il gruppo quantomeno a partire dal comprovato riuso dell’ippocampo. Quest’ultimo proviene da Villa Medici, il complesso architettonico situato sulla collina del Pincio,accanto a Trinità dei Monti, acquistata nel 1576 dal cardinale Ferdinando) e si aggiunge al nuovo assetto iconografico e iconologico della fontana.  

TECNICA ESECUTIVA

L’opera è a tutto tondo e realizzata secondo le tecniche tradizionali della scultura (scalpelli e mazzuolo, trapano). Il materiale costitutivo è marmo apuano in quattro diverse tipologie (diversità dovuta al riuso).

L’insita frammentarietà del manufatto  ha inoltre evidenziato, grazie allo smontaggio effettuato in occasione del restauro, le tecniche di assemblaggio che si sono sovrapposte nell’arco del tempo vita dell’opera. Si sono riscontrate quattro diverse tipologie di perni ed altrettante di collanti.  

INTERVENTO EFFETTUATO

L’opera presenta tutte le tipologie di degrado tipiche dei manufatti esposti all’aperto: attacco biologico, corrosione, formazione di croste nere, incrostazioni calcaree e cariatura delle parti in immersione. La frammentarietà e la perdita delle proprietà meccaniche dei collanti la rende inoltre totalmente instabile dal punto di vista statico-strutturale. L’intervento ha previsto lo smontaggio pressoché totale delle parti e la rimozione dei collanti e dei perni. Le superfici sono state sottoposte a trattamento biocida e pulitura mediante metodi chimici e meccanici. La fase di rimontaggio, tuttora in corso, è stata affrontata applicando tecniche ingegneristiche di analisi numerica (FEM) al fine di individuare, attraverso lo studio della distribuzione delle tensioni, un corretto approccio al consolidamento strutturale.  

ANALISI E INDAGINI DIAGNOSTICHE ESEGUITE

  • Documentazione fotografica in Fluorescenza VIS e UV (Laboratorio Fotografico OPD);

  • Documentazione grafica in AutoCAD;

  • Osservazione al microscopio ottico in luce VIS e UV;

  • Spettrofotometria FT-IR e indagini al SEM (Laboratori Scientifici OPD);

  • Indagini petrografiche e stratigrafiche al microscopio ottico (a cura di Fabio Fratini – I.C.V.B.C.-C.N.R. Firenze);

  • Indagini microchimiche (Laboratori Scientifici OPD);

  • Rilievo Laser Scanner 3D (a cura del LIPTAC - Dipartimento di Restauro e Conservazione dei Beni Architettonici dell'Università di Firenze, Grazia Tucci e Valentina Bonora);

  • Analisi Strutturali con Metodo degli Elementi Finiti (a cura di Antonio Borri, ordinario di Scienza delle Costruzioni, Università di Perugia e di Giuseppe Paci, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Università di Perugia, Sezione Strutture). 

 
BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
 
Il restauro dell’opera è stato oggetto di una tesi di diploma della S.A.F. dell’Opificio delle Pietre Dure, anno 2009, dal titolo: “Il restauro tra estetica e statica. Un approccio interdisciplinare  al consolidamento strutturale  di un’opera frammentaria: il caso applicativo del  Perseo di Giovan Battista Pieratti  della Vasca dell’Isola del Giardino di Boboli.” di Stefano Pasolini (relatori: Antonio Borri, Fabio Fratini, Alessandra Griffo, Paola Franca Lorenzi)

Premiata alla IV edizione di "Invito a palazzo" dall'Associazione Banche Italiane come migliore tesi per l'anno 2009 del settore della conservazione dei beni culturali.

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