• Italiano

Maestro della Madonna Piccolomini

MADONNA CON BAMBIMO, FIRENZE, MUSEO BARDINI

 

STORIA

La Madonna col Bambino attribuita al Maestro della Madonna Piccolomini, prima di entrare a far parte delle collezioni Bardini era presente sul mercato antiquario subendo numerosi rimaneggiamenti e “restauri” visibili ad occhio nudo. Si tratta di una lastra marmorea in altorilievo in cui la Vergine col Bambino poggia su una balaustra semicircolare decorata con festoni di frutta e fiori e con uno scudo con stemma araldico al centro. I personaggi sono racchiusi entro una cornice modanata, strutturata per poter essere inserita in una cornice in legno che è documentata fotograficamente.

 

STATO DI CONSERVAZIONE

La scultura presentava numerose ed evidenti erano le stuccature e le grappe in ferro visibili, sia a lato che sul retro, le quali ossidandosi avevano provocato delle macchie su tutta la superficie.

Sull’aureola della Madonna era visibile un tassello, probabilmente un vecchio test di pulitura, che ha rimosso la foglia d’oro sottostante provocando una lacuna. A questo bisogna aggiungere che erano presenti stratificazioni di depositi di particellato atmosferico e patinature di precedenti restauri che deturpavano la godibilità della scultura.

Le rotture del marmo erano state integrate in passato senza commetterle in modo appropriato; i dislivelli che si erano creati erano stati risolti semplicemente attraverso una limatura dei bordi. Vi era inoltre uno strato consistente di colla organica (pece greca oleo resinosa) sia sul fronte che sul retro, nonché cere stese per tentare di uniformare visivamente le integrazioni subite dalla scultura. Queste sostanze, però, sono penetrate nella porosità del marmo andando a macchiare l’intera superficie.

 

INTERVENTO DI RESTAURO

L’opera è stata spolverata con pennelli morbidi e un micro aspiratore. Già a seguito della spolveratura sono emerse in alcune zone tracce di probabili dorature. Le indagini scientifiche si sono focalizzate nell’evidenziare i materiali e le tecniche d’esecuzione originali da ciò che era frutto di interventi di restauro. A tal proposito sono state effettuate indagini non distruttive partendo da una campagna fotografica a luce visibile e all’ultravioletto per studiare e verificare le patinature e le probabili tracce di colore.

A tampone sono stati eseguiti una serie di test per la scelta del metodo di pulitura più adeguato.

Dopo la rimozione dello strato superficiale di particellato, sono state messe in luce tracce di doratura nella zona delle aureole, dei bordi delle vesti, sulla decorazione della balaustra e in parte della cornice modanata esterna. Le analisi condotte dal Laboratorio Scientifico hanno confermato che si tratta di due dorature differenti: in alcuni punti c’è foglia d’oro senza interposizione di alcun materiale tra l’oro e il marmo; in altre zone con la sezione grafitizzata osservata al SEM/EDS, si è evidenziata la presenza di oro, piombo e silicio con alluminio e una parte rossastra attribuibile alla presenza di bianco di piombo e terre, o a bolo armeno.

Le colle organiche presenti sulla superficie sono state rimosse con cotone idrofilo imbevuto di tensioattivo neutro in acqua deionizzata e, in zone dov’erano più resistenti, con acetone e alcol al 50%. Si sono poi eliminati tutti quegli elementi non pertinenti con l’opera come ad esempio cemento o vari tipi di malte usate per le stuccature; i fori usati in passato per appuntare gli ornamenti votivi, rinvenuti sotto dei perni in bronzo coperti da stuccature, sono stati liberati.

Durante la pulitura calibrata della superficie, si sono notate tracce di blu sul fondo dell’opera. Ne è stato prelevato un micro campione sotto l’incavo della guancia sinistra della Vergine e le analisi condotte con microscopio elettronico a scansione, FT-IR e analisi con SEM/EDS, hanno indicato la presenza di lapislazzulo o oltremare artificiale.

 

 

BIBLIOGRAFIA

  • Isidoro Castello, Il restauro della Madonna col Bambino. Il colore ritrovato, in “OPD. Restauro”, 22, 2010, pp. 261-268.

Sul Maestro della Madonna Piccolomini si vedano:

  • F. Negri Arnoldi, Sul Maestro della Madonna Piccolomini, in “Commentari”, XIV, 1963, pp. 8–16.
  • M. Salmi, Il palazzo e la collezione Chigi-Saracini, Siena, 1967, pp. 230-232.
  • G. Gentilini, Maestro della Madonna Piccolomini, in La Scultura. Bozzetti in terracotta, piccoli marmi e altre sculture dal XIV al XX secolo, Firenze 1989, pp. 80-97.
  • Collezione Chigi-Saracini nel Palazzo di Siena: inventario generale, a cura di Miriam Fileti Mazza e Giovanna Gaeta Bertelà, II voll., Firenze 2005, in corso di ampliamento.

 

Madonna_Piccolomini_prima del restauroMadonna_Piccolomini_dopo il restauro