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I Fiori di pietra

In linea con gli interessi naturalistici dei Medici, ed in particolare con la vivace curiosità di Francesco I, la produzione a mosaico si concentrò su decorazioni raffiguranti soggetti botanici e animali di cui Iacopo Ligozzi fu interprete fedele e sensibile. Le composizioni, generalmente su fondo nero per far meglio risaltare la gamma brillante dei colori dei fiori e degli uccelli, trovavano largo impiego nella decorazione dei piani di tavolo e di mobili, come gli stipi. Le formelle di rivestimento uscivano numerose dalle botteghe granducali e presto furono imitate nei laboratori privati nati a Firenze all'ombra della prestigiosa manifattura. Fu spesso consuetudine predisporre anticipatamente sequenze di formelle da stipo, per velocizzare i tempi di progettazione ed esecuzione, ed è per questo che se ne riscontrano in abbondante presenza all'interno delle raccolte dell'Opificio di quelle, probabilmente, rimaste inutilizzate.

I soggetti, riproposti più volte, non subiscono molte variazioni, eccetto per il reimpiego del cartone a rovescio che da vita a effetti di leggera variatio come è ben visibile nelle due formelle con uccellini conservate nella prima teca.

Un esempio magistrale dell'impiego di pietre diverse nella rappresentazione di un medesimo cartone è la coppia di pannelli con girasole realizzati nel 1664 su modello di Girolamo della Valle, dove la bella invenzione disegnativa si traduce in una duplice versione in pietre dure e in pietre calcaree, denominate anche tenere.