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Gli ultimi Medici

Sotto gli ultimi Medici (Cosimo II, Ferdinando II e Cosimo III) la collaborazione di pittori, scultori, orafi ed ebanisti, nel fornire modelli agli specialisti delle pietre dure, rese possibile la creazione di opere di grande inventiva e di notevole qualità tecnica.

Sotto il granducato di Cosimo III la manifattura raggiunse esiti di particolare livello sotto la direzione dello scultore Giovan Battista Foggini (1652-1725), che trovò un perfetto interprete, tra gli altri, nell'intagliatore di pietre dure Giuseppe Antonio Torricelli. Di questo artefice il Museo conserva un grande cammeo in calcedonio di Grigiani raffigurante Cosimo III e la Toscana.

I soggetti dei doni glittici che Cosimo III inviava ai sovrani d'Europa, erano soprattutto ispirati a tematiche religiose ed, in particolare, al tema dell' Annunciazione, essendo il Granduca devoto alla SS. Annunziata; ne è un esempio l'acquasantiera da camera, il cui pendant si trova negli appartamenti reali di Palazzo Pitti.

Tra fine Seicento e i primi decenni del secolo successivo la Manifattura dedicò larga parte della sua attività alla lavorazione in rilievo di pietre dure, specialmente congeniale al gusto plastico del Barocco.

I Medici continuarono fino alla fine della loro dinastia, nel 1737, ad incrementare e proteggere le produzioni dei laboratori, inviate spesso in dono ai potenti di tutta Europa, che in alcuni casi aprirono laboratori simili presso le loro corti.

L'uso del tempo di conservare nella manifattura copie plastiche o pittoriche dei lavori più prestigiosi destinati a sedi lontane da Firenze ha permesso di attestare, in questa sezione del museo, una vasta panoramica delle lavorazioni del tempo.