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Reliquiario della Vera Croce del Cardinal Bessarione

Il restauro dell’opera, appena concluso, verrà presentato alla mostra “Restituzioni”, che si inaugura il 22 marzo 2013. L’interesse per il Reliquiario della Vera Croce ha coinvolto una rete di istituti pubblici e privati, legati da motivazioni trasversali incentrate sui risultati della ricerca e degli approfondimenti, intorno ad alcuni aspetti non del tutto chiariti circa le vicende storiche ed artistiche della stessa opera.

Il progetto dell’intervento di restauro nasce in seguito ad un primo sopralluogo, sollecitato dalla Soprintendenza Speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda Lagunare, per appurare la fattibilità di un parziale smontaggio dell’opera. Il Centro Tedesco di Studi Veneziani chiese infatti di esaminare l’iscrizione posta lungo il perimetro della croce reliquiario bizantina, fissata al centro della tavola di legno. Dopo una prima campagna di analisi, tra le quali quelle radiografiche, determinanti per la successiva estrazione della croce, venne progettato l’intervento di parziale smontaggio, eseguito poi in loco, all’interno della stessa Galleria dell’Accademia. Dal momento che l’opera aveva necessità comunque di un intervento di restauro, vennero presi accordi per il suo spostamento presso il laboratorio di restauro di Oreficeria e Glittica.

Prima fase di smontaggio

SSPSAE e per il Polo Museale della Citta di Venezia: Soprintendente ad interim Anna Maria Spiazzi - Gallerie dell'Accademia: direttore Matteo Ceriana.

Direzione dei lavori:
Valeria Poletto;

Direzione tecnica:
Serena Bidorini.

Restauratori:
Serena Bidorini; Opificio delle Pietre Dure: Cinzia Ortolani, Andrea Santacesaria, Mari Yanagishita.

Apertura, esame e successiva documentazione fotografica specialistica sono stati resi possibili grazie ad un finanziamento della Fondazione Gerda Henkel Stiftung di Düsseldorf.

E’prevista una giornata internazionale di studio, con la pubblicazione degli atti, promossi dall’Istituto Veneto e dall’Istituto di Studi Ellenici di Venezia, in collaborazione con le Gallerie dell'Accademia ed il Centro Tedesco di Studi Veneziani.

Notizie storiche

Il reliquiario della Vera Croce proviene dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia ed è di struttura complessa, realizzato con materiali diversi, nei secc. XIII-XV, le cui misure sono mm 470 x 320.

Sembra che alla complessità del manufatto corrisponda anche la complessità delle vicende ad esso legate, non ancora del tutto chiarite: il piccolo crocifisso in argento sembra essere stato il nucleo originale, commissionato forse da una Irene Paleologina.

Tecnica esecutiva

La stauroteca è ripartita in tre parti principali: la base in legno, intagliata e dorata; il fusto con nodo sferico ornato da ampie bacellature, assimilabile per estensione ad un’asta; la stauroteca rettangolare con ricettacolo cruciforme.

Quest’ultima ha una costruzione assai complessa, eseguita con l’impiego di numerosi elementi polimaterici, che ne attestano la particolare ricchezza ed importanza. Sul verso, il ricettacolo cruciforme, inserito all’interno della tavola in legno dipinto, le cui figure sono riccamente ornate da aureole in argento e cornici impreziosite da gemme incastonate ed imperniate, è in filigrana d’oro e reca la figura di Gesù crocifisso, cesellata e sbalzata su lamina aurea. Otto formelle dipinte in blu e decorate con roselline in oro dipinto incorniciano i due vetri dipinti, le quattro teche rettangolari con reliquie e le due formelle sbalzate su lamina aurea, assemblate sulla probabile anima lignea attraverso cornici in argento modanato e dorato, applicate con viti e perni.

Stato di conservazione

Lo stato di conservazione della stauroteca è nel complesso sufficientemente discreto; non si evidenziano fenomeni di cedimento strutturale e di dissesto delle parti connesse, anche se l’argento, in particolare, è il materiale che ha maggiore necessità di un intervento di pulitura, dal momento che è ricoperto da una patina sulfurea discontinua. Anche le zone dipinte mostrano una discontinuità della vernice superficiale. Inoltre, molti sono i sollevamenti dei materiali e le craquelure delle placchette blu e delle medaglie verdi della Croce filigranata, denunciando preoccupanti problemi di conservazione.

Intervento

Il restauro del Reliquiario della vera croce del Cardinal Bessarione ha avuto dunque inizio lo uno smontaggio parziale, avvenuto nei giorni 29 e 30 novembre 2010 presso la Galleria dell’Accademia di Venezia, per consentire il rinvenimento dell’iscrizione in greco, in quel momento non ancora visibile, ma che sapevamo essere dislocata sul bordo della teca reliquiario a croce in argento dorato, grazie dalla documentazione che testimonia l’ultima lettura e trascrizione, risalente al 1767, ad opera di J. B. Schioppalalba.

Le fasi principali dell’intervento di parziale smontaggio sono state le seguenti: lo smontaggio delle cornici laterali e della cornice a forma di ‘U’, realizzato mediante leve costituite da spatole di varia misura e da alcune pinze adatte all’estrazione dei chiodini in rame, che serravano le cornici al supporto ligneo; lo smontaggio delle cornici modanate in argento dorato, poste intorno alla stauroteca e delimitanti le lastre in argento e le teche contenenti le reliquie; l’estrazione delle lamine in argento smaltate di blu, con applicazioni di rosette in oro, delle laminette auree sbalzate e dei cristalli graffiti e dipinti; lo smontaggio dei cunei in legno ed estrazione di piccolissimi chiodini in argento che impedivano la fuoriuscita della stauroteca entro lo scasso; l’estrazione della stauroteca in argento dorato con applicazioni dei dischi smaltati; la realizzazione della documentazione fotografica e dei filmati, contemporanea allo smontaggio; la sistemazione degli elementi distaccati sui corrispettivi livelli di smontaggio, realizzati con piani di plastazote ed illustrati con copie fotografiche dei prospetti del reliquiario interessati dallo smontaggio.

Una volta trasferita al laboratorio dell’Opificio delle Pietre Dure sono state affrontate diverse problematiche connesse a un’opera composta da materiali diversi, i cui esiti saranno presto esposti in seguito alla prima esposizione del restauro, che avverrà negli ultimi giorni di marzo del 2013, nell’ambito di Restituzioni 2013, mostra organizzata da Banca Intesa, principale finanziatore dell’opera.

 

Il video

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