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Amore che sorride, Vasca dell'Isola, Boboli, Firenze

G. F. Susini/ C. Salvestrini (dubbia attribuzione), Amore che sorride, Vasca dell'Isola, Giardino di Boboli, Firenze

 

Vasca dell'Isola, Giardino di Boboli, Firenze

La scultura Amore che sorride proviene dalla Vasca dell’Isola nel Giardino di Boboli, i giardini di Palazzo Pitti, residenza della famiglia de’ Medici dal 1549.

La Vasca dell’Isola venne ideata da Giulio e Alfonso Parigi nel 1618.

L'opera è in restauro presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze su incarico della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze.

Amore che sorride

La scultura Amore che sorride è stata realizzata per la decorazione della Vasca dell'Isola e rappresenta un Amorino in posizione eretta, un giovane nudo in posizione chiastica d'ispirazione classica. Egli indossa solo una veste che lo copre nella parte tergale e sulla spalla destra.

Questa scultura è stata oggetto nel tempo di numerose variazioni attributive dovute a diverse interpretazioni stilistiche e documentarie, in dubbio tra lo scultore Giovan Francesco Susini e Cosimo Salvestrini, suo allievo nella prima metà del Seicento.

 

Tecnica esecutiva

La statua, scolpita a tutto tondo, è in marmo bianco e da un'osservazione attenta dell'opera sono evidenti solo tracce di lavorazione del trapano impiegato nella realizzazione del modellato dei capelli, delle orecchie, delle narici e della mano sinistra.

 

Interventi precedenti

Il basamento dell'opera è posizionato su un rialzo posto sotto il piano originale e risulta rilavorato e integrato con tasselli di un marmo cromaticamente compatibile.

A interventi precedenti sono riconducibili l'inserimento del perno per fissare la mano destra e le stuccature oggi presenti.

 

Stato di conservazione

L’opera presenta una tipologia di degrado tipica dei manufatti esposti all’aperto: biofilm e microorganismi autotrofi ed eterotrofi con seguente biodeterioramento del materiale lapideo.

Si poteva notare, oltre alla presenza di uno strato di deposito superficiale incoerente, una patina nerastra che copriva grandissima parte della superficie dell'opera, sulle zone di maggiore esposizione. Erano presenti anche patine di un verde acceso, di natura algale, soprattutto nella zona inferiore della scultura, sulla gamba sinistra e nell'interno del panneggio retrostante.

Diverse le tipologie di licheni presenti, sia di forma circolare, sia dall'aspetto foglioso che frastagliato, e di muschi oltre a patine di colore rosato, probabilmente anch'esse di natura biologica, individuabili soprattutto sul polso della mano destra e sulla testa dell'Amorino.

Segni di dilavamento sulla parte inferiore, soprattutto sulla gamba destra e deiezioni di uccelli, numerose ragnatele, resti di insetti e crisalidi erano parimenti presenti.

Intervento effettuato

Operazione preliminare all'intervento è stata lo smontaggio dell'opera dal suo piedistallo e il trasporto della stessa in laboratorio.

Sono state fatte prove di pulitura su tre aree strategiche per le quali sono stati scelti quattro diversi prodotti (biocidi) e quattro diversi supportanti. Una volta identificato il biocida più adatto, si è proceduto alla disinfestazione della biomassa e alla pulitura delle superfici mediante metodi chimici e meccanici che hanno consentito di ottenere un livello omogeneo, dimostrato anche da un controllo irradiando la superficie con luce UV.

In parallelo all'eliminazione del particellato atmosferico e alla rimozione della biomassa, si è proceduto alla rimozione di vecchie stuccature non più idonee.

L'intervento, iniziato ad aprile 2014, è tuttora in corso.

 

Documentazione e indagini diagnostiche eseguite

-        Documentazione fotografica in luce Visibile e in Fluorescenza UV

-        Documentazione grafica in AutoCAD

-        Indagini biologiche (Laboratorio di biologia dell'OPD)

 

Organigramma

Per l'OPD: Marco Ciatti (Soprintendente), Maria Cristina Improta (Direttore del settore restauro materiali lapidei), Paola Franca Lorenzi (Restauratore), Anne-Katrin Potthoff Sapia (Restauratore), Franca Sorella (Restauratore), Filomena Cattivera (Borsista), Alexa Ciardi, Martina Calmanti, Alessandro Fonti (Allievi III anno PFP1 a.a. 2013/2014 - SAFS)

 

Bibliografia

  • Pizzorusso C., A Boboli ed altrove, sculture e scultori fiorentini del Seicento, Olschki. Firenze 1989

  • Piacenti F., La conservazione delle opere in pietra all'aperto: le pietre di Boboli, in Boboli 90, vol.2, Edifir, Firenze 1991

  • Nimis P.L., Pinna D., Salvadori O., Licheni e conservazione dei monumenti, Editore Clueb, Bologna 1992

  • Capecchi G., Pegazzano P., et. al. Visitare Boboli all'Epoca dei Lumi. Il Giardino e le sue sculture nelle incisioni delle 'Statue di Firenze', Olschki, Firenze 2013