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Leonardo da Vinci -Adorazione dei Magi

Ministero dei  Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze

Galleria degli Uffizi

Opificio delle pietre dure

Leonardo Indagini diagnostiche

 

Il dipinto su tavola di Leonardo raffigurante l'Adorazione dei Magi (cm 246x243), iniziato nel 1481 per il monastero di San Donato a Scopeto e lasciato incompiuto l'anno successivo, è stato trasferito nel novembre 2011 dalla sua collocazione abituale - la Galleria degli Uffizi - al Laboratorio di restauro dell'Opificio delle Pietre Dure presso la Fortezza da Basso.

Il trasporto è stato accuratamente progettato dagli esperti della Galleria e dell'Opificio e assicura al dipinto i più elevati standard di sicurezza, anche grazie a innovativi sistemi. Durante le fasi del trasferimento l'opera è costantemente monitorata; monitoraggio che prosegue all'interno del Laboratorio della Fortezza. Per accogliere adeguatamente il dipinto di Leonardo il Laboratorio ha progettato e realizzato una speciale struttura che ne consentirà la movimentazione in piena sicurezza, senza una diretta manipolazione.

Nelle parole della allora Soprintendente  Cristina Acidini: "Da parte di tutti, me compresa, l'operazione è stata progettata accuratamente e viene condotta con un grande senso di responsabilità. Il passaggio di questo capolavoro dalla Galleria degli Uffizi verso i laboratori dell'Opificio di Pietre Dure è il primo passo concreto di un programma, che si avvale della più avanzata ricerca scientifica, quale garanzia di una diagnostica non invasiva. Sarà nostra cura tenere aggiornata la comunità scientifica e l'opinione pubblica presentando, al termine della prima fase di indagine, i risultati emersi dal processo conoscitivo, al quale collaborano tutti i direttori, studiosi ed esperti di livello internazionale coinvolti nel progetto."

Riguardo all'importanza storica, oltreché poetica della pala leonardesca degli Uffizi, il Direttore degli Uffizi, Antonio Natali, commenta "Nell'Adorazione dei magi degli Uffizi si può ravvisare uno dei primi testi fondanti (se non il primo) di quella "maniera moderna" di cui Giorgio Vasari parla nel proemio alla terza parte delle Vite, là dove proprio a Leonardo attribuisce il merito incontrastato d'averla avviata".

Il dipinto presenta una superficie assai alterata per l'accumulo di numerosi strati di vernici ossidate. Da esse discende non solo una leggibilità ridotta dell'opera, ma anche un rischio concreto per la sua buona conservazione; giacché le vernici medesime possono arrivare col tempo a produrre microstrappi della superficie pittorica. Gli sviluppi compiuti nel campo delle tecniche diagnostiche di tipo non invasivo, che l'Opificio ha con successo applicato negli ultimi importanti progetti di restauro, recentemente presentati al pubblico e agli studiosi hanno indotto la Galleria degli Uffizi e l'Opificio della Pietre Dure a elaborare un progetto di ricerca al fine di caratterizzare gli interventi che nel tempo - secondo la tradizione della manutenzione propria delle collezioni Granducali - si sono succeduti sulla pellicola pittorica, individuandone anche la sequenza.

L'Opificio delle Pietre Dure, in pieno e costante accordo con la Galleria degli Uffizi, insieme con una rete di importanti collaboratori esterni sia di varie Università (Bologna, Firenze, Perugia, Pisa), sia di istituti del CNR e Universitari, ha compiuto preliminarmente uno studio approfondito dell'opera in seguito al quale, nel luglio 2012, è stata presa congiuntamente con la direzione degli Uffizi, la decisione di restaurare l’opera.

Per la realizzazione di questo progetto si potrà contare su fondi ministeriali, su un finanziamento della Getty  Foundation destinata alle metodiche di restauro dei supporti lignei e su un cospicuo sostegno economico assicurato dall'Associazione Amici degli Uffizi.

 

Conferenze stampa

Dello svolgersi delle ricerche e dei primi esiti del restauro è stato dato conto nel corso di tre conferenze stampa:

  • Quella relativa al trasporto dell’opera presso l’Opificio e all’avvio della campagna di studi, tenutasi in data 17 novembre 2011  (LINK)

  • Quella di presentazione dei risultati della diagnostica e delle prime pulitura, tenutasi in data 8 ottobre 2012 (LINK)

  • Quella relativa agli avanzamenti della pulitura, tenutasi in data 23 settembre 2014 (LINK) 

 

Organigramma  

Il progetto di indagini diagnostiche e quello di conservazione e restauro 
sono stati messi a punto dall’Opificio delle Pietre Dure 

Soprintendente: Marco Ciatti
Direzione dei lavori: Marco Ciatti, Cecilia Frosinini 

 

Restauro

  • Roberto Bellucci e Patrizia Riitano, per gli strati pittorici
    Andrea Santacesaria, per il supporto ligneo con la consulenza di Ciro Castelli e Mauro Parri

Documentazione fotografica:

  • Roberto Bellucci, Fabrizio Cinotti e Giuseppe Zicarelli (OPD) 

Fotografia speciale:

  • Roberto Bellucci e Fabrizio Cinotti (documentazione fotografica in UV riflesso), con la consulenza di Ezio Buzzegoli (OPD)
    Centrica srl (documentazione fotografica RGB ad alta risoluzione)
    Haltadefinizione (documentazione fotografica UV Riflesso ad alta risoluzione) 

Ufficio Tecnico e movimentazione:

  • Giancarlo Penza, Filippo Lagna, Marco Vicarelli  

Indagini diagnostiche 

Indagini chimiche e spettrofotometria:

  • Laboratorio Scientifico dell’OPD, coordinato da Carlo Galliano Lalli.
    Giancarlo Lanterna e Andrea Cagnini, indagini chimiche

Riconoscimento delle fibre: Isetta Tosini

Radiografia X:

  • Alfredo Aldrovandi, direttore del Laboratorio Fotografico
    con Ottavio Ciappi - consulente per le indagini radiografiche, Roberto Bellucci (OPD) e Mattia Patti (ricercatore dell'Università di Pisa)

Riflettografia Multi-NIR:

  • Roberto Bellucci (OPD)
    Mattia Patti – ricercatore dell’Università di Pisa
    Apparecchiatura prototipale di INO-CNR (Istituto Nazionale di Ottica): Luca Pezzati, Raffaella Fontana, Marco Barucci, Enrico Pampaloni

Fluorescenza X

  • ENEA- La Casaccia (Ente per le Energie rinnovabili e l’Ambiente): Claudio Seccaroni, con la consulenza di Pietro Moioli
    Università di Perugia, Dipartimento di Chimica: Bruno G. Brunetti, Alessia Daveri, Costanza Miliani, Francesca Rosi

Ft-IR a fibre ottiche

  • Università di Perugia, Dipartimento di Chimica: Bruno G. Brunetti, Alessia Daveri, Costanza Miliani, Francesca Rosi

Rilievo 3D per la misurazione delle micro deformazioni:

  • Università di Firenze, Facoltà di Ingegneria: Massimiliano Pieraccini e Alessandro Spinetti 

OCT (Optical Coherence Tomography)

  • Università Keplero di Torun (Polonia): Piotr Tarkovski, Magdalena Iwanicka e Bogumiła J. Rouba 

 

Ricerche storiche

  • Gabriella Incerpi  

Riprese filmate

  • Vincenzo Capalbo di ArtMedia Studio

 

Materiali per approfondimenti

"Diario di lavoro per immagini"