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Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina - V. Mariani, Storie del Vangelo

Restauro: 1999-2001
Valerio Mariani (Pesaro, 1568 circa - 1625/1636)
Undici miniature con Storie di Gesù e della Vergine
Miniature, mm 194 x 151 circa (ciascuna)
Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina
Inv. 1890 nn. 680, 684, 688, 689, 690, 3500, 3504, 3506, 3507, 3510, 3511.

 

Valerio Mariani da Urbino fu suo Discepolo [di Giovanni Maria Bodino, friulano], et avanzò il Maestro di patienza, e delle sue Miniature ebbero i maggiori Principi del Mondo.
Havevano un segreto di macinar l’oro alla Persiana per miniare, e per iscrivere, che stava saldo come l’antico, il quale non avendo egli comunicato a veruno s’è perduto.

 P. Zani, Enciclopedia metodica, critico-ragionata delle Belle Arti,
parte prima, vol. IV, Parma, 1820, p. 283

 

Le eleganti miniature fanno parte di una serie di ventisei fogli di pergamena attribuiti a Valerio Mariani (Meloni Trkulja 1981). Realizzate probabilmente su committenza dei Della Rovere, come confermerebbe l’iscrizione emersa durante il restauro sul retro della miniatura con la Natività, le pergamene compaiono per la prima volta nelle collezioni medicee nell’inventario del 1692 che le registra come opere di Vittoria della Rovere nella villa del Poggio Imperiale, già collocate nelle cornici che le ospitano ancora oggi. Le opere provengono da almeno tre distinti volumi dai quali vennero staccate intorno alla metà del XVII secolo; nello specifico i fogli restaurati dal Settore Disegni e Stampe dell’Opificio delle Pietre Dure, sembrano appartenere a due serie distinte raffiguranti ‘Storie di Maria’ e ‘Storie di Cristo’, mentre due tavole rappresentano Miracoli e martìri di santi.
La realizzazione delle opere si colloca probabilmente nei primissimi decenni del XVII secolo quando il Mariani è attivo come miniatore presso la corte del Duca di Urbino. I legami matrimoniali tra i Della Rovere e i Medici nel corso della prima metà del Seicento spiegano poi l’arrivo delle miniature nelle collezioni medicee: nel 1621 Federico Ubaldo della Rovere sposò Claudia de’ Medici dalla cui unione, l'anno seguente nacque Vittoria della Rovere anch'essa sposa di un membro della famiglia Medici, Ferdinando II, nel 1634.

Il restauro delle pergamene, iniziato nel 1999 e conclusosi nel 2001, è stato anche l’occasione per indagare i procedimenti tecnici adottati dal Mariani. In particolare, il confronto dei risultati prodotti delle analisi scientifiche pigmenti con quanto enunciato dall'artista nel suo trattato "Sulla Miniatura" (1620), oggi conservato in due copie manoscritte presso la Biblioteca Universitaria di Leida e nella Beinecke Library dell’Università di Yale, ha permesso l'individuazie di molti dei materiali utilizzati all'epoca e di approfondire le conoscenze sulle tecniche miniatorie dell’artista favorito del Duca di Urbino. 

Tecnica di esecuzione

Le miniature sono state eseguite a tempera su pergamene di ottima qualità, sette sul lato carne e quattro sul lato pelo. La scelta non è casuale, ma in diretta relazione con resa pittorica che si voleva ottenere, di maggiore o minore nitidezza, in base alla minore o maggiore untuosità della superficie del supporto.
Come già detto il restauro è stato anche l'occasione per un'analisi approfondita dei pigmenti utilizzati (cfr. l'articolo relativo in "OPD restauro", n. 12/2000).

Stato di conservazione

Ritagliate  dal testo sacro quasi senza lasciare margine, le miniature sono state montate su pannelli lignei all’interno di cornici con il recto a diretto contatto con il vetro, fatto questo che ha provocato nel tempo numerosi danni superficiali.

Indagini diagnostiche

A cura del Laboratorio Scientifico dell'Opificio delle Pietre Dure

Al fine di comprendere la tecnica miniatoria di Valerio Mariani sono state condotte le seguenti indagini diagnostiche non invasive:

  • Osservazione al microscopio binoculare fino a 40 ingrandimenti per capire la tecnica delle stesure pittoriche e la loro morfologia
  • XRF - Per indagare la composizione chimica dei materiali

L’intervento di restauro

Nonostante il montaggio non adeguato, il generale stato di conservazione delle pergamene risultava complessivamente buono. Per garantirne una migliore conservazione futura si è però deciso di modificare il montaggio e distanziare il recto della pergamena dal vetro della cornice.
Le miniature sono state quindi montate su un supporto in Carton Plume ( Ditta Canson), di 1 cm di spessore, grazie a striscioline di carta giapponese perimetrali, fissate con una miscela di Metilcellulosa e Plextol 550 al 50%.
Così montate sono stare inserite nuovamente in cornice e distanziate dal vetro da listelli di cartone durevole per la conservazione.

Direzione del restauro

Cecilia Frosinini

Restauratori

Rachele Cardaropoli, con la collaborazione di Mauro Parri e Andrea Santacesaria per il restauro delle cornici ed il montaggio.


Bibliografia specifica sull'intervento di restauro

  • E. Buzzegoli, R. Cardaropoli, D. Kunzelman, P. Moioli, L. Montalbano, M. Piccolo, C. Saccaroni, Valerio Mariani da Pesaro, il trattato "Della Miniatura", primi raffronti con le analisi e le opere, in "OPD restauro", n. 12, 2000, pp. 248-256.

Bibliografia essenziale sull'opera:

  • S. Casciu in La Galleria Palatina e gli appartamenti reali di Palazzo PittiCatalogo dei dipinti, 2 voll., Firenze 2003, vol. I, pp. 250-253 (scheda, n. 400 a-z; con bibliografia precedente).

Approfondimenti

Polo Museale Fiorentino, Centro di Documentazione:

Nascita della Vergine (inv.1890/680): scheda
Nascita del Battista (inv.1890/688): scheda
Natività (inv.1890/3510): scheda
Presentazione al Tempio (inv.1890/3511): scheda
Circoncisione (inv.1890/3507): scheda
Ultima Cena (inv.1890/3506): scheda
Crocifissione (inv.1890/684): scheda
Pentecoste (inv.1890/3500): scheda
Assunzione (inv.1890/689): scheda
Martirio di un santo (inv.1890/3504): scheda
San Pietro cammina sulle acque (inv.1890/690): scheda