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Firenze, Museo dell'Opera del Duomo - Le due miniature del Reliquiario del Libretto

Restauro: 2007
Miniatore francese, XIV secolo
Reliquiario del Libretto - Crocifissione con la Madonna, san Giovanni Battista e Maria Maddalena e Luigi duca d'Angiò con sua moglie Marie de Blois
Miniature su pergamena, mm. 65 x 40 (ciascuna)
Firenze, Museo dell'Opera del Duomo

Il Reliquiario del Libretto è un prezioso oggetto di oreficeria realizzato per volere di Carlo V di Francia per contenere le reliquie dei Santi e della Passione, poi donato dal Re al fratello Luigi duca d’Angiò, come rivela un’iscrizione in caratteri gotici apposta sul retro. Realizzato intorno agli anni Sessanta-Settanta del XIV secolo da orafi e miniatori francesi, del Reliquiario si perdono le tracce fino al 1465 quando compare in un inventario di “gioie ed altre cose di valuta” di Piero di Cosimo de’ Medici.
Non abbiamo certezze, ma è probabile che il prezioso manufatto sia giunto in Italia con lo stesso duca d’Angiò quando divenne Re di Napoli dopo la morte della regina Giovanna, rimanendo poi nella penisola dopo la sua morte nel 1384 nel corso della Battaglia delle Bisceglie. Non sappiamo invece quali siano le vicende che lo introdussero nelle collezioni medicee nelle quali però non era destinato a rimanere per lungo tempo: nel 1494, con la cacciata dei Medici da Firenze il Reliquiario venne infatti requisito dalle autorità cittadine al fine di venderlo per sanare i numerosi debiti contratti durante la rivolta. Ceduto in seguito al cardinale di Siena Francesco Piccolomini (futuro papa Pio III), nel 1495 venne acquistato dall’ l’Arte di Calimala, che nel 1499 commissionò all’orafo Paolo di Giovanni Sogliano la realizzazione di un “tempietto” per custodirlo. A memoria della commissione resta lo stemma con l’Aquila dell’Arte dei Calimala sulla base del manufatto. 

Per quanto riguarda le miniature oggetto del restauro da parte del Settore Disegni e Stampe, sono da considerarsi coeve alla realizzazione del Reliquiario e quindi databili agli anni Sessanta-Settanta del XIV secolo, ritagliate da una pagina più grande raffigurano l’una la Crocifissione con la Madonna, san Giovanni Battista e la Maddalena, e l’altra La Trinità con i probabili ritratti di Luigi duca d’Angiò e sua moglie Marie de Blois. Sebbene le numerose abrasioni della superficie pittorica rendano difficile la lettura, presentano evidenti i caratteri della miniatura gotica francese dell’ultimo quarto del secolo influenzata dalla lezione di Jean Pucelle, di Anciau de Sens e Jacquet Maci, autori della decorazione del Breviario di Belleville o della Bibbia di Robert de Billyng (Parigi, Biblioteca Nazionale), opere che presentano soluzioni simili nella scelta dello sfondo astratto a quadretti oro e azzurro su cui si colloca una pittura calligrafica, ma realistica, che tende a sperimentare la prospettiva, seppur con esiti ancora incerti.

Tecnica di esecuzione

Il Reliquirio del Libretto è costituito da una parte centrale fissa, dalla quale si articolano, per ogni lato, tre piccole ante incernierate tra loro che si chiudono “a libro”. In esse sono contenute reliquie di Santi mentre il vano centrale custodisce le reliquie della Passione.
Le due miniature su pergamena sono applicate alla lamina d’oro sormontante lo scomparto centrale del Libretto stesso. Supportate con pergamena, sono state incollate direttamente alla lamina d’oro con uno strato di colla animale e fissate quattro piccoli perni d’oro a forma di fiorellino, che foravano gli angoli, ancorandole al supporto metallico.

Stato di conservazione

Lo stato di conservazione si presentava molto precario a causa del montaggio su metallo e delle condizioni di conservazione, inidonee per un materiale così delicato come la pergamena.
Il sistema di montaggio più l’intenso uso dell’oggetto nel corso dei secoli, avevano favorito danni meccanici come deformazioni, rotture e la perdita consistente di gran parte del film pittorico, ridotto quasi ad uno stadio larvale.
Dal punto di vista pittorico i problemi maggiori si registravano sulla miniatura della Crocifissione che trovandosi, una volta chiusa, a diretto contatto con lo scomparto centrale metallico, aveva subito numerosi traumi meccanici con la conseguente caduta del colore in più punti, tanto da rendere difficoltosa la percezione della finissima qualità esecutiva della miniatura stessa.

L’intervento di restauro

In presenza di oggetti composti da materiali diversi  – in questo caso il metallo e la pergamena – che richiedono condizioni espositive diverse, la decisione da prendere a livello metodologico e per una più corretta conservazione di entrambi, è se mantenere l’unità dell’opera, esponendo di conseguenza il materiale più delicato a maggiori rischi di degrado, o elaborare soluzioni alternative a vantaggio della migliore conservazione dei singoli elementi.
Essendo il Reliquiario del Libretto esposto permanentemente al Museo dell’Opera del Duomo, si è optato per lo smontaggio delle pergamene dalla loro sede originaria sostituendole con dei fac simili. Gli originali sono comunque esposti a parte nella stessa vetrina.

Il restauro ha previsto le seguenti fasi:

  • Smontaggio delle miniature dalla lamina d’oro: intervento eseguito interamente al microscopio per evitare di causare, con la rimozione dei perni, ulteriori lacerazioni
  • Pulitura meccanica e con metodi ad umido del verso delle pergamene
  • Rimozione del secondo strato di pergamena, non più idoneo e molto rigido
  • Integrazione di  strappi e mancanze  rotture agli angoli sono state reintegrate con membrana di peritoneo bovino incollato con Tylose (4%)
  • Montaggio con falsi margini di carta giapponese delle due miniature su un supporto di cartone durevole per la conservazione in passe-partout 
  • Inserimento delle due opere in una teca climatizzata collocata nella stessa vetrina in cui è esposto il Reliquiario del Libretto per  garantire l’unità dell’opera e la sua conservazione

Direzione del restauro

Cecilia Frosinini

Restauratore

Letizia Montalbano


Bibliografia specifica sull'intervento di restauro

  • Ori, argenti, gemme. Restauri dell’Opificio delle Pietre Dure, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Medici Riccardi, 30 settembre 2007 – 8 gennaio 2008), a cura di C. Innocenti, Firenze, 2007, pp. 122-123.

Bibliografia essenziale sull’opera

  • B. Fricke, Reliquien und Reproduktion zur Prasentation der Passionsreliquien aus der sainte-Chapelle (Paris), im “Reliquiario del Libretto” (Florenz) von 1501, Berlin. 2011.
  • G. Poggi, Il Reliquiario del Libretto nel Battistero Fiorentino, in “Rivista d’Arte”, n. 9, 1916, pp. 238-249.

Approfondimenti

Cultura Italia: scheda dell'opera
Tesoro dei Medici: Reliquiario del Libretto
Mediateca di Palazzo Medici Riccardi: Reliquiario del Libretto

Nota

L’intervento sulle due miniature si è collocato nell’ambito del restauro del reliquiario da parte del Settore Oreficeria nel 2007. Al termine del restauro l’opera è stata esposta a Palazzo Medici Riccardi in occasione della mostra Ori, argenti, gemme. Restauri dell’Opificio delle Pietre Dure, curata da Clarice Innocenti.