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Belluno, Museo Civico - M. Ricci, Due paesaggi con rovine

Restauro: 2010
Marco Ricci (Belluno, 1676 – Venezia, 1770)
Paesaggio con mucche al pascolo e rovine e Paesaggio con ruderi classici
Tempera su pelle di capretto, mm 269 x 391 e 260 x 383
Belluno, Museo Civico, inv. nn. 588, 587

Nipote del celebre Sebastiano, Marco Ricci si forma a Venezia nella bottega dello zio. L’inizio della sua attività si colloca negli anni Venti del XVIII secolo quando, in seguito ad alcuni viaggi in Dalmazia e Olanda, fa ritorno nella città lagunare specializzandosi nella pittura di paesaggio e nel “capriccio con rovine”, generi che godevano di grandissimo apprezzamento nella Venezia del Settecento richiesti dai viaggiatori inglesi in Grand Tour nella penisola.
I suoi paesaggi tendono al pittoresco, nei toni e nelle composizioni, ispirandosi sia ai paesaggi fiamminghi che aveva visto direttamente nei suoi viaggi in Europa e di cui molti esempi erano nelle collezioni veneziane, sia alla scuola bolognese, in particolare Guercino, del quale osserva le rappresentazioni agresti che spesso animano gli sfondi paesaggistici delle sue opere. Importanti sono inoltre, per il giovane pittore, i confronti con le opere di Alessandro Magnasco e Salvator Rosa del quale troviamo riflesso negli alberi frondosi ed intricati.

Databili intorno agli anni Trenta del Settecento, i due Paesaggi oggetto di restauro da parte del Settore Disegni e Stampe dell’OPD, sono realizzati a tempera su pelle di capretto e sono caratterizzati da un’atmosfera agreste la cui presenza degli animali e delle figure conferiscono un tono idilliaco e ameno. Su uno sfondo di montagne e corsi d'acqua - motivi tipici nelle opere dell'artista bellunese - piccole figurine giocano e si arrampicano sulle rovine classiche, laddove la presenza del rudere non è mai legata ad un interesse archeologico, ma trattata nella sua dimensione narrativa e scenografica, secondo una modalità che avrà notevole fortuna in tutta la corrente europea del “capriccio” da Giuseppe Zocchi e Antonio Cioci.
L’occhio dell’osservatore spazia così in una miriade di piccoli dettagli di gusto quasi romantico, guidato dalle pennellate più liquide o più corpose e dalle ombre che costruiscono la composizione. Per queste sue caratteristiche Marco Ricci avrà un notevole successo soprattutto con la committenza inglese: alcune sue opere, per tramite del console Joseph Smith, furono acquistate per il Re di Inghiterra e molte altre entrarono nelle collezioni reali quando, dopo la morte del console, Sua Maestà acquistò in toto la collezione dello Smith, grande amatore della pittura veneziana e dello stesso Marco Ricci. Il successo presso la corte gli diede incredibile notorietà sancendo il successo anche con la nobiltà e la ricca borghesia inglese per la quale lavorò ininterrottamente per oltre cinquantanni, con continui ritorni a Venezia dove proficua fu anche la sua attività di scenografo e caricaturista. Muore a Venezia nel 1770 all’età di 94 anni.

Stato di conservazione

Sebbene identici per tecnica di esecuzione, i due Paesaggi mostravano problematiche diverse. Il Paesaggio con mucche al pascolo e rovine risultava in migliori condizioni conservative rispetto al Paesaggio con ruderi classici che nella parte inferiore era squarciato da un taglio orizzontale. Entrambe presentavano presentavano deformazioni superficiali e il film pittorico molto indebolito, con craquelure e perdite di colore. Un restauro molto invasivo, eseguito tra il 1978-1979, aveva provocato danni evidenti come pesanti ritocchi e un montaggio forzato, con punti metallici su tavolette lignee. Dalla tipologia dei danni presenti si ipotizza una foderatura a caldo delle opere che ha provocato un degrado irreversibile del supporto e della pellicola pittorica. 

Indagini scientifiche

A cura del Laboratorio scientifico dell’OPD, analista Maria Rizzi con la direzione di Isetta Tosini

Per individuare gli strati pittorici che compongono il manufatto

  • Osservazione allo stereomicroscopio
  • Osservazione al Microscopio Ottico

Per individuare la natura del collante che impregnava il bordo di carta usato per il restauro degli anni Ottanta:

  • Spettrofotometria FT-IR 
A cura del Laboratorio fotografico dell’OPD
  • Fluorescenza X
  • IR in b/n e falso colore
  • Fluorescenza UV

L’intervento di restauro

Il restauro delle due pergamene, nate per essere un pendant, simili per tecnica e dimensioni, è stato eseguito con la stessa metodologia. Il restauro ha previsto le seguenti fasi:

  • Stacco delle pergamene dalle tavolette di legno di supporto con metodi a secco
  • Rimozione a secco del supporto cartaceo dal verso delle pergamene
  • Pulitura a secco e consolidamento del film pittorico del Paesaggio con mucche e rovine con colla di pelli applicata localmente a pennello
  • Reidratazione e ammorbidimento graduale in camera di umidità a valori controllati
  • Risarcimento delle lacune con carta giapponese e metilcellulosa al 4% in acqua.
  • Applicazione di falsi margini di carta giapponese utili per il montaggio delle opere su un pannello alveolare con multicellulosa al 6% in acqua.
  • Ritocco  pittorico con acquerelli.

Direzione del restauro

Cecilia Frosinini

Restauratori

Letizia Montalbano e Livio Nappo (restauratore esterno) 


Bibliografia essenziale

sull’artista:
  • A. Scarpa Sonino, Marco Ricci, Milano 1991.
  • G. Fogolari, voce Ricci, Marco, in Enciclopedia Italiana, 1936.
  • M. Goering, in Thieme-Becker, Kunstler-Lexicon, XXVIII, Lipsia 1934.
Sulle opere:
  • A. Scarpa Sonino, Marco Ricci, Milano 1991, p. 143 (schede nn. T.1, T. 3).
  • Catalogo del Museo Civico di Belluno, a cura di M. Lucco, Belluno 1983, pp. 31-32 (schede nn. 58, 60).

Approfondimenti

Fondazione Zeri: scheda dell’opera Paesaggio con ruderi classici
Fondazione Zeri: scheda dell’opera Paesaggio con mucche al pascolo e rovine