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Milano, Pinacoteca di Brera - D. Creti, Due putti reggistemma

Restauro: 1995-1999
Donato Creti (Cremona, 1671 - Bologna, 1749)
Due putti reggistemma
Cartone preparatorio per affresco
Carboncino e gessetto bianco su carta cerulea, mm 705x1175 e 705x1221
Milano, Pinacoteca di Brera

“Tre altri cartoni di Donato Creti da giovane, e di tale bellezza che si possono dire superiori
a qualunque altra sua operazione. Il più grande rappresenta la Vergine col Bambino e San Giovanni [...].
Gli altri due rappresentano due putti in piedi di naturale grandezza spiranti purità, e grazia guidesca"

G. Bossi, Scritti sulle arti, a cura di R.P. Ciardi, 2 voll., Firenze 1982, vol. I, p. 223.

 

I due disegni con Putti reggistemma appartengono alle collezioni della Pinacoteca di Brera dal 1802 quando furono acquistati agli eredi dell’abate Carlo Bianconi, pittore, scultore, progettista d’ornato, storico, erudito e primo segretario dell’Accademia. La tradizionale attribuzione al celebre pittore bolognese Donato Creti, di fatto mai contestata, è stata definitivamente confermata dagli studi di Daniele Pescarmona che ha identificato i due fogli come i cartoni preparatori per i putti reggistemma che decoravano in monocromo, i due lati di un affresco in Palazzo Fava a Bologna, dimora del conte Alessandro, collezionista e mecenate del Creti. 

Tecnica di esecuzione 

I due Putti sono stati realizzati unendo più fogli di carta cerulea incollati gli uni agli altri mediante la sovrapposizione dei margini. I disegno è condotto a carboncino con lievi lumeggiature a gessetto bianco. L’osservazione delle superficie a luce radente permette di distinguere le incisioni dello stilo per il trasporto delle sagome sull’intonaco dell’affresco.

Stato di conservazione

L’uso e la prolungata esposizione dei due cartoni, senza adeguate protezioni, ha degradato completamente i due piccoli cartoni, giunti in laboratorio in uno stato pressoché “larvale”,  con il profilo dei putti quasi irriconoscibile. Un notevole ingiallimento della carta,  lo strato di polvere e deiezioni di insetti, numerosi strappi e  lacune, rendevano la superficie delle opere illegibile.
Nella parte alta di entrambi i cartoni erano presenti grosse macchie dovute all’umidità, che aveva determinato anche deformazioni  e trazioni superficiali, soprattutto agli angoli. I cartoni erano stati incollati ad una tela di lino e montati su telai lignei fissi, probabilmente per fini collezionistici. L’inserimento in cornice risale invece ad inizio Novecento.

L’intervento di restauro

  • Smontaggio dell’opera dalla cornice e dal telaio
  • Pulitura superficiale a pennello e con micro-aspiratore nelle aree più delicate e problematiche
  • Parziale velinatura delle superfici, nelle zone degli strappi e delle giunture tra fogli, con carta giapponese Gifu e metilcellulosa al 4%
  • Rimozione a secco della tela e, per quanto possibile, degli strati di colla vetrificata presenti sul verso
  • Pulitura  a tampone con una soluzione idroalcolica al 50% nebulizzata sulla superficie attraverso un’ intercapedine di tessuto non tessuto e successivamente a pennello con acqua deionizzata ed ammoniaca al 2% sempre attraverso strati di tessuto protettivo
  • Risarcimento di strappi e lacune con carta giapponese e metilcellulosa al 4%
  • Applicazione di un nuovo supporto in carta giapponese incollata con una colla a base di amido di grano
  • Ritocco pittorico delle lacune a “selezione cromatica” con acquerello
  • Montaggio dei disegni su pannelli di Carton Plume mediante l’incollaggio di falsi margini di carta giapponese, applicati lungo i bordi originali
  • Reinserimento dei due cartoni nelle loro cornici, debitamente restaurate e modificate, in modo da consentirne l’esposizione temporanea in museo.

Direzione del restauro

Maria Grazia Vaccari

Restauratore

Letizia Montalbano (con la collaborazione di Rachele Cardaropoli e Michela Piccolo)


Bibliografia specifica sul restauro dell'opera

  • L. Montalbano, Due Putti, in “OPD restauro”, n. 11, 1999, pp. 321-325.

Bibliografia essenziale 

sull’opera
  • A. Mazza, Per gli inizi di Donato Creti in Palazzo Fava, in “Arte a Bologna. Bollettino dei Musei Civici d’Arte Antica”, n. 5, 1999.
  • D. Pescarmona, in Disegni emiliani dei secoli XVII-XVIII della Pinacoteca di Brera, catalogo della mostra (Bologna, San Giorgio in Poggial, 1995), a cura di D. Pescarmona, Milano 1994, pp. 10-11.
  • A. Mazza, Ercole e Cerbero. Un affresco di Creti diciassettenne in Palazzo Fava e altre opere giovanili, in “Arte a Bologna. Bollettino dei Musei Civici d’Arte Antica”, n. 2, 1992, pp. 97-123.
sull’artista
  • M. Riccomini, Donato Creti. Le opere su carta, catalogo ragionato, Torino 2012.
  • D. Miller, voce Creti, Donato, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, vol. 30, 1984.
  • R. Roli, Donato Creti, Milano, 1967.

Nota

Tra il 2007 e il 2008 il Settore Disegni e Stampe dell’OPD ha rinnovato la sua collaborazione con la Pinacoteca di Brera, intervenendo su altri tre cartoni di ambito emiliano del Fondo Bianconi.