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Roma, Galleria Nazionale di Palazzo Barberini - A. Gherardi, Urbano VIII riceve il dottorato a Pisa

Restauro: 1990-1991
Antonio Tatoti, detto Antonio Gherardi (Rieti, 1638 - Roma, 1702)
Urbano VIII riceve il dottorato in Pisa, 1663
Cartone preparatorio per arazzo
Tempera su carta vergata, mm 3270 x 4960
Roma, Galleria Nazionale di Arte Antica Palazzo Barberni, inv. 2584 

Il cartone con Urbano VIII che riceve il dottorato a Pisa è il primo dei tre progetti di Antonio Gherardi per la serie di dieci arazzi commissionati dal cardinale Francesco e intessuti nell’arazzeria di famiglia tra il 1663 e il 1679, con i principali episodi della vita del Pontefice. Nel nostro, il giovane Maffeo Barberini, non ancora cardinale, è assiso di fronte alla commissione che gli conferirà il dottorato, mentre tre figure allegoriche si protendono dalle nubi per poggiare sul suo capo la corona d’alloro.
Tradizionalmente attribuito a Pietro da Cortona, come gli altri della serie, fu restituito al Gherardi da Amalia Mezzetti nel 1948 (Mezzetti 1948), insieme a quello con Maffeo Barberini che presiede i lavori di bonifica del lago Trasimeno e a Maffeo Barberini creato cardinale da Paolo V (Galleria Nazionale di Palazzo Barberini), attribuzione poi confermata dal ritrovamento di alcuni documenti nell’Archivio Barberini, oggi alla Biblioteca Vaticana. Dalla pubblicazione di questi documenti (Barberini 1968) sappiamo anche che il nostro cartone fu il primo ad essere realizzato dall’artista il quale lavorò al progetto dal 1663 al 1666, lasciando poi l’esecuzione degli altri sette ad altri artisti in rapporto con la bottega di Pietro da Cortona.
L’opera rimase nella collezione Barberini fino al 1934 quando una parte del patrimonio, diviso per motivi ereditari, confluì nella raccolta del principe Tommaso Corsini a Firenze dal quale è stato acquistato dalla Galleria Nazionale di Palazzo Barberini nel 1977. 

Tecnica di esecuzione e stato di conservazione

Il cartone si compone di circa cento fogli di carta vergata incollati ai margini. L’opera è interamente eseguita a tempera.
Dal punto di vista conservativo il cartone, montato su un telaio ligneo ormai molto degradato, mostrava  danni dovuti al lungo immagazzinaggio in ambienti inidonei e ad un intervento di foderatura su tela di canapa, che aveva in parte schiacciato e raggrinzito i fogli di carta. Numerose erano anche le ridipinture soprattutto nel cielo. La superficie dipinta si mostrava completamente ingrigita da uno strato di polvere e da residui di varia natura, strappi e mancanze, scollamenti fra le giunture.   Il cartone presenta inoltre sul verso numerose toppe di carta (spartiti musicali) a rinforzo di zone tagliate volutamente per ripensamenti o modifiche. 

L’intervento di restauro

Il restauro è avvenuto in base alle seguenti fasi:

  • Smontaggio dal telaio e arrotolamento delle carte su un rullo di vetroresina
  • Pulitura del verso con micro-aspiratori e rimozione meccanica della tela in canapa
  • Suddivisione del cartone in sei grandi parti, sfruttando le linee di congiunzione dei fogli
  • Pulitura del verso del cartone dalla colla animale e stacco delle toppe scritte con una miscela di acqua idroalcolica
  • Reintegrazione di strappi e lacune con carta giapponese e metilcellulosa (Glutofix 600)
  • Pulitura del recto  a secco con gomme e polvero di gomma
  • Consolidamento del pigmento azzurro originale ancora parzialmente presente nella zona del cielo. La ridipintura del cielo, effettuata nel corso di un precedente intervento con uno spesso strato di smaltino, stava progressivamente perdendo adesione e rischiava di staccare anche il sottilissimo strato di pigmento originale
  • Rintelatura del cartone con una tela sintetica di poliestere: tra il cartone e la nuova tela è stato inserito uno strato di carta giapponese in modo da creare un film, facilmente rimovibile, che rende il restauro reversibile e evita l’impressione della trama del tessuto sulla carta. La carta giapponese è stata incollata alla tela con una colla sintetica a base di Plextol D 541 e Glutofix 600, mentre sull’altro lato, quello a contatto dell’opera, si è preferito utilizzare un collante a base di pasta d’amido
  • Resinatura del recto con metilcellulosa al 2%
  • Asciugatura, risarcimento lacune con carta giapponese e ritocco pittorico ad acquerello
  • Montaggio dell’opera su un nuovo telaio ligneo

Direzione del restauro

Maria Grazia Vaccari

Restauratori

Susan Hebblethwaite, Rachele Cardaropoli, Letizia Montalbano e Michela Piccolo


Bibliografia essenziale

sull'opera:
  • L. Mochi Onori, R. Vodret, Galleria Nazionale d’arte antica, Palazzo Barberini. I dipinti, catalogo sistematico, Roma 2008, p. 215 (scheda di L. Mochi Onori).
  • L. Mochi Onori, I cartoni di Gherardi per la serie degli arazzi con la vita di Urbano VIII Barberini, in Antonio Gherardi, artista reatino (1638-1702): un genio bizzarro nella Roma del Seicento, a cura di L. Saraca Colonnelli, Roma 2003, pp. 89-94.
  • Raffaello e altri, i restauri dell’Opificio, catalogo della mostra (Firenze, Orsanmichele, 10 giugno – 3 settembre 1990), a cura di G. Bonsanti, Firenze 1990, pp. 58-60 (scheda n. 6).
  • U. Barberini, Gli arazzi e i cartoni ddella serie “Vita di Urbano VIII” della arazzeria Barberini, in “Bollettino d’Arte”, 53, 1968, pp. 92-100.
  • A. Mezzetti, La pittura di Antonio Gherardi, in “Bollettino d’Arte”, 33, 1948, pp. 157-176.
sull'artista:
  • Antonio Gherardi, artista reatino (1638-1702): un genio bizzarro nella Roma del Seicento, catalogo della mostra (Rieti, Palazzo Papale, Sala delle Udienze, 27 giugno – 28 settembre 2003), a cura di L. Saraca Colonnelli, Roma 2003.
  • I. Corsetti, voce Gherardi, Antonio, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 53, Roma 2000.
  • T.C. Pickel, Antonio Gherardi, painter and architect in the late Baroque in Rome, tesi di dottorato, Ann Arbor 1985.

Approfondimenti

Galleria di Palazzo Barberini: scheda dell'opera Urbano VIII Barberini riceve il dottorato in Pisa

Nota

Dopo il restauro l’opera è stata esposta alla mostra Raffaello e altri, i restauri dell’Opificio (Firenze, Orsanmichele, 10 giugno – 3 settembre 1990), catalogo della mostra a cura di G. Bonsanti, Firenze 1990.