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Milano, Galleria d'Arte Moderna - G. Segantini, L'amore alla fonte della vita (ventaglio)

Restauro: 2000-2001
Giovanni Segantini (1858-1899)
L’Amore alla fonte della vita
disegno a pietra rossa, matite dure e oro a conchiglia su pergamena, mm 380 x 680 (ventaglio)
Firmato e datato in basso a destra "G. Segantini 15 IX 99"
Milano, Galleria d'Arte Moderna  

L’opera, lasciata incompiuta a causa della morte dell’artista avvenuta il 28 settembre 1899, è la replica in forma di ventaglio, del dipinto L’amore alla fonte della vita realizzato nel 1896 su committenza del principe russo Jussopoff e oggi conservato presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano.
Il tema dell’amore dei giovani, giocato all’interno di un paesaggio carico di valori simbolisti, è un tema su cui Giovanni Segantini si cimentò più volte tra il 1896 ed il 1899. Nel ventaglio la scena è rappresentata in notturna, con il cielo di un blu intenso striato d’oro, nel quale il pittore aveva inizialmente dipinto una mezzaluna, poi coperta dal successive stesure di colore. La composizione è tutta giocata attorno al gruppo dei due amanti che avanzano, stretti in un abbraccio, con le vesti bianche vaporose. Il lato sinistro è occupato interamente dalla figura dell’angelo, mentre il lato destro è lasciato alla natura, alberi e arbusti i cui tronchi sono tracciati con densi tocchi di oro a pennello per darne consistenza materica.
Eseguito come dono alla duchessa Pavoschieri, per il Patronato dei Figli del Popolo di Napoli, il ventaglio L’amore alla fonte della vita è probabilmente l’ultima opera firmata dell’artista che il 18 settembre del 1899 partiva per le montagne dello Schafberg dove moriva dieci giorni dopo, precocemente, all’età di 41 anni. Venduta nel 1903 a Saint Mortz in occasione della mostra “Pro Museo Segantini”, il ventaglio entrò a far parte della Collezioni Benzoni di Milano; nel 1932 passò al conte Paolo Grassi che nel 1954 lo donò alle Civiche Raccolte d’Arte di Milano dove si trova tutt’ora.

Tecnica d'esecuzione

Il ventaglio è l’unica opera di Segantini fino a oggi conosciuta eseguita su pergamena, supporto molto utilizzato nel XVIII secolo e tornato in auge successivamente, soprattutto in ambito preraffaellita, per manufatti particolarmente raffinati e preziosi. Il disegno è interamente eseguito a pietra rossa con leggeri tratti a matita dura, colorata in verde, viola e blu, ora parzialmente sbiadita, su un’unica pergamena rettangolare poi sagomata a forma di ventaglio.
Alcuni particolari sono realizzati a pennello, con l’oro a conchiglia la testa dell’angelo, i tronchi degli alberi e il finto timbro, con il bianco le vesti dei due giovani amanti che avanzano dal fondo e con il blu il cielo, lumeggiato con striature dorate.

Stato di conservazione

Il restauro, cui l’opera è stata sottoposta nel 2000 dal Laboratorio Restauro Disegni e Stampe dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, ha permesso di approfondire lo studio della tecnica e del modus operandi dell’artista.
Il ventaglio era conservato all’interno di una cornice in plexiglass, montato su un cartone a legno a cui era stato incollato e fissato con due chiodi applicati direttamente sulla pergamena. Dopo lo smontaggio del ventaglio dalla cornice si è potuto constatare che il foglio membranaceo era rettangolare, molto più grande della parte disegnata, con un ampio bordo, lasciato volutamente bianco e leggermente inciso, probabilmente per facilitare la piegatura della pergamena e la sua applicazione su un controfondo.
Lo stato di conservazione risultava assai precario: il montaggio aveva creato lacerazioni e tensioni in vari punti e la deformazioni della pergamena. Nella parte sinistra in basso del  disegno erano presenti   alcune macchioline grigio-gialle, ben visibili a luce radente, segno di un attacco batterico fortunatamente non più attivo.

Indagini diagnostiche

La Riflettografia IR ha permesso di avere maggiori informazioni sulla natura dei tratti grafici a secco, più leggeri e quasi invisibili ad occhio nudo, come le matite colorate che definiscono alcuni dettagli del disegno; la PIXE (Particle Induced XRay-Emission) ha permesso di individuare i pigmenti liquidi utilizzati dall'artista: il bianco di zinco, l'oro puro a conchiglia mescolato all'argento in quantità anche cospicue e il blu di lapislazzuli.

  • Riflettografia IR ad alta definizione: INOA (Istituto Nazionale Ottica Applicata), con la collaborazione di Roberto Bellucci
  • PIXE (Particle Induced XRay-Emission): P.A. Mandò, G. Casu, F. Lucarelli, sezione INFN (Dip. Di Fisica, Università di Firenze)

Metodologia e intervento di restauro

I dipinti di Giovanni Segantini esposti alla Galleria d’Arte Moderna di Milano sono conservati nelle  loro cornici originali. Per questo motivo, in accordo con la Direzione del Museo, si è deciso di mantenere il montaggio espositivo attuale (non originale) sostituendo solo il supporto di cartone con uno di Carton–plume (Ditta Canson).
Il restauro ha comportato le seguenti fasi di lavoro:

  • Stacco a secco della pergamena dal cartone di supporto
  • Pulitura a secco del recto e del verso della pergamena
  • Ammorbidimento della pergamena in camera di umidità
  • Recupero della forma originale della pergamena e integrazione delle lacune con carte giapponesi
  • Preparazione del nuovo controfondo in carton-plume nella stessa forma del precedente montaggio
  • Applicazione di  falsi margini atti a rendere regolari i lati, in modo da poter distendere la pergamena e dare   planarità superficiale all’oggetto
  • Montaggio della pergamena sul nuovo supporto di carton-plume
  • Inserimento della pergamena nella sua cornice e in teca climatizzata al 55% di U.R

Direzione del restauro

Cecilia Frosinini

Restauratrice

Letizia Montalbano


Bibliografia specifica sull’intervento di restauro

  • L. Montalbano, L'amore alla fonte della vita" il ventaglio su pergamena di Giovanni Segantini, in "OPD resturo", n. 13, 2001 pp. 162-164.

Principale bibliografia di riferimento

sull’opera
  • L. Montalbano, L'amore alla fonte della vita. Approfondimento sulla tecnica esecutiva del ventaglio su pergamena di Giovanni Segantini della Galleria d'Arte Moderna di Milano, in Segantini, il ritorno a Milano, catalogo della mostra (Milano, palazzo Reale, 18 settembre 2014 – 18 gennaio 2015), a cura di A. Quinsac, D. Segantini, Milano 2014, pp. 285-287 (e scheda p. 298, n. 112 di A. Quinsac e D. Tronelli; con bibliografia precedente).
  • Giovanni Segantini. Luce e simbolo. 1884-1899, catalogo della mostra (Venezia, Fondazione Peggy Guggenheim, 11 novembre 2000 – 28 gennaio 2001), a cura di Annie-Paule Quinsac, Milano 2000, p. 106 (scheda n. 13).
  • A. Quinsac, Segantini, catalogo generale, 2 voll., Milano 1982, vol. II, p. 508 (scheda n. 596).
sull’artista
  • Segantini, il ritorno a Milano, catalogo della mostra (Milano, palazzo Reale, 18 settembre 2014 – 18 gennaio 2015), a cura di A. Quinsac, D. Segantini, Milano 2014.
  • Segantini, catalogo della mostra (Riehen, Fondazione Beyeler, 16 gennaio – 25 aprile 2011), a cura di D. Segantini, G. Magnaguagno, U. Kuster, Ostfildern 2011.
  • G. Rota, Segantini europeo, atti del convegno (Lecco, 17 aprile 2010), Lecco 2010.
  • Giovanni Segantini, luce e simbolo. 1884-1899, catalogo della mostra (Venezia, Fondazione Peggy Guggenheim, 11 novembre 2000 – 28 gennaio 2001) a cura di A. Quinsac, Milano 2000.
  • Segantini. La vita, la natura, la morte. Disegni e dipinti, catalogo della mostra (Trento, Museo Provinciale d’Arte, 3 dicembre 1999 – 19 marzo 2000), a cura di G. Belli, A. Quinsac, J. Clair, Milano 1999.
  • A. Quinsac, Segantini. Trent’anni di vita artistica europea nei carteggi inediti dell’artista e dei suoi mecenati, Lecco 1985.
  • A. Quinsac, Segantini, catalogo generale, 2 voll., Milano 1982. 

Nota

Al termine del restauro il disegno è stato esposto alla mostra Giovanni Segantini. Luce e Simboloa, a cura di A. Quinsac, tenutasi presso la Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia dal 10 febbraio al 29 aprile 2001.