• Italiano

Milano, Pinacoteca di Brera - F. Barocci, Madonna col Bambino

Restauro: 2007
Federico Barocci (Urbino, 1528-1612)
La Madonna con il Bambino incoronata da un angelo e due figure
cartonetto
carboncino, matita, gessetto su carta cerulea vergata e filigranata, mm 640x460
Milano, Pinacoteca di Brera, Gabinetto dei Disegni 

Reso noto nel 1906 da Malaguzzi Valeri nel catalogo dei disegni di Brera, l’opera è un frammento di un cartonetto sicuramente più ampio di cui resta solamente il gruppo centrale con la Madonna col Bambino incoronata da un Angelo e altre due figure di cui una è identificabile con un santo vescovo. L’attento studio di Nadia Bastogi in occasione della mostra Leonardo e Raffaello, per esempio… del 2008 ha permesso di inserire l'opera al centro dell’intensa attività della bottega di Federico Barocci la cui incredibile produzione grafica  - ad oggi si conoscono oltre 2000 disegni dell’artista - era utilizzata dai suoi allievi per studio e per nuove composizioni.
La studiosa suggerisce infatti che il cartonetto possa essere identificato come uno degli studi preparatori per la Madonna di San Simone, dipinta dal Barocci intorno al 1567 ma, rimasto in bottega potrebbe essere alla base dell’invenzione della Madonna col Bambino, san Geronzio, santa Maria Maddalena e donatori che la critica riconosce unanimemente quale lavoro di bottega ed alla quale il disegno era già stato avvicinato dall’Olsen (1962). 

Tecnica di esecuzione e stato di conservazione

Il cartonetto è costituito dall’assemblaggio di quattro fogli di carta cerulea che, come si rileva dalle decurtazioni delle figure laterali, sono stati rifilati lungo i margini. Il disegno è eseguito a carboncino, come di prassi per l’artista, con ritocchi a matita, in particolare nella zona del volto del Bambino ripensata nel corso dell’elaborazione grafica. Sempre a matita è stata realizzata anche la quadrettatura, presente su tutta l’opera ma più fitta in corrispondenza dei volti delle figure centrali.
Il disegno si presentava montato come un vero e proprio quadro - così come tutti gli altri cartoni della Pinacoteca di Brera - foderato da una tela a trama spessa e tensionato su un telaio ligneo con vetro e cornice. L’applicazione su tela risale probabilmente all’intervento del Cavenaghi, mentre la collocazione in cornice sotto vetro è da datare a inizio Novecento. 

Indagini diagnostiche

A cura del Laboratorio Scientifico dell’OPD
  • Spettrofotometria FT-IR (Monica Galeotti) 
A cura del Laboratorio Fotografico dell’OPD (Fabrizio Cinotti)
  • Riflettografia IR e UV

L’intervento di restauro

  • Rimozione dell’opera dalla cornice in legno
  • Pulitura a secco del verso con microaspiratore
  • Smontaggio dell’opera dal telaio ligneo
  • Pulitura a secco del recto con microaspiratore attraverso un reticolo di protezione in TNT
  • Rimozione a secco della tela applicata sul verso
  • Rimozione a umido di un antico supporto cartaceo
  • Separazione dei quattro fogli
  • Pulitura a umido delle commettiture e delle singole carte dai residui di collante
  • Fermatura di strappi e integrazione delle lacune con carta giapponese e adesivo Tylose
  • Applicazione di "falsi margini" in carta giapponese e tensionamento su pannello indeformabile
  • Montaggio dell’opera spianata in passepartout di cartone durevole per la conservazione

Rimuovendo la tela ed il vecchio controfondo cartaceo posti anticamente sul verso del cartonetto, il restauro ha portato alla luce lo schizzo a carboncino di una figura panneggiata e voltata di lato. Per il suo stato frammentario, l’identificazione di questa figura all’interno della produzione pittorica del Barocci risulta estremamente difficile; tuttavia possiamo affermare che anche in questo caso si tratti dello studio preliminare di una composizione del quale venne poi elaborato un nuovo disegno, dal momento che al di sopra dell’immagine risulta ben visibile la quadrettatura, messa ulteriormente in luce dalla Riflettografia IR.

Direzione del restauro

Cecilia Frosinini

Restauratori

Michela Piccolo, Maurizio Michelozzi


Bibliografia di riferimento sul restauro

  • Leonardo e Raffaello, per esempio… Disegni e studi d’artista, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Medici Riccardi, 26 maggio – 31 agosto 2008), a cura di C. Frosinini, Firenze 2008, pp. 125-127 (scheda n. 15, di M. Piccolo).

Bibliografia essenziale

sull’opera:
  • N. Bastogi, in Leonardo e Raffaello, per esempio… Disegni e studi d’artista, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Medici Riccardi, 26 maggio – 31 agosto 2008), a cura di C. Frosinini, Firenze 2008, pp. 124-125 (scheda n. 15; con bibliografia precedente).
  • G. Gaeta Bertelà, in Disegni di Federico Barocci, catalogo della mostra (Firenze, Gabinetto di Disegni e Stampe, 1975), a cura di G. Gaetà Bertelà, Firenze 1975, p. 105.
  • H. Olsen, Federico Barocci, 2a ed. riveduta, Copenhagen 1962, p. 227.
  • F. Malaguzzi Valeri, I disegni della R. Pinacoteca di Brera, Milano 1906, scheda n. 66. 
sull’artista:
  • A. Emiliani, Federico Barocci (Urbino, 1535-1612), 2 voll., Ancona 2008.
  • M.A. Lavini, A. Petrucci, voce Barocci, Federico detto Il Fiori, in Dizionario biografico degli Italiani, vol. VI, Roma 1964.
  • H. Olsen, Federico Barocci, 2a ed. riveduta, Copenhagen1962.