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Milano, Castello Sforzesco, Civiche raccolte grafiche e fotografiche - A. Appiani, Amore che tempra la freccia

Restauro: 2009-2011
Andrea Appiani
(Milano, 1754 - Milano, 1817)
Amore che tempra una freccia
cartone preparatorio per affresco
inchiostro bruno a pennello, carboncino e sfumino su carta, mm 930 x 1070
Milano, Castello Sforzesco, Civiche raccolte grafiche e fotografiche, inv. agg. 770

Come emerso dagli studi di Arnalda Dallaj, il cartone è preparatorio per uno degli affreschi a finto bassorilievo, realizzati da Andrea Appiani sulla volta di un soffitto di palazzo Corio-Casati in via San Paolo, oggi staccato e conservato nel salone d’onore del Palazzo della Banca Popolare di Milano.
Il cartone rappresenta il giovane dio in posa plastica mentre, con il braccio destro proteso verso l’alto pronto a scagliarsi sull’incudine, è intento a forgiare il suo infallibile dardo. Accanto Venere, spettatrice attenta ed assorta, si volge verso di lui con il volto appoggiato al braccio, mentre pensosa attende che Amore termini la sua opera.  Sia per il soggetto, più volte affrontato dall’Appiani nel corso degli anni Ottanta, sia per l’uso dello spolvero, tecnica utilizzata dall’artista solo negli anni giovanili, anche questo cartone è stato giustamente riferito alla prima produzione del pittore, confermandosi quale documento di notevole interesse per comprendere il suo iter creativo.
La convinzione che lo studio dei disegni preparatori per grandi decorazioni avesse un ruolo formativo fondamentale nello sviluppo accademico di ogni giovane artista, fece maturare in Appiani l’idea di destinare dal 1806 alcuni suoi cartoni all’Accademia di Brera dove, nel corso del secolo, confluirono anche altri esemplari grafici del pittore che circolavano in collezioni private.
Nell’ottica di un riordino delle collezioni nel 1993 il corpus grafico dell’Appiani è stato diviso in due parti: la maggior parte dei cartoni sono oggi riuniti nella Galleria d’Arte Moderna di Villa Reale in un allestimento che prevede l’esposizione permanente  delle opere cartacee; Amore che tempra la freccia invece è conservato nel Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco a documentare un momento cruciale nella storia del disegno tra Sette e Ottocento e la piena affermazione dell’artista tra gli anni Ottanta ed i primi anni Novanta del Settecento.

Tecniche di esecuzione e stato di conservazione

Il cartone è composto da 6 fogli di carta cerulea incollati lungo il perimetro; il disegno è realizzato a carboncino e con un pigmento bruno ( terra naturale) dato a pennello. I tratti grafici sono forati per lo spolvero dal recto e la scena interamente riquadrata con un tratto lineare a pietra rossa.
I danni che il cartone presentava erano dovuti prevalentemente al tipo di montaggio espositivo adottato: la foderatura con una sottile tela di canapa e l’ancoraggio perimetrale dell’insieme ad un telaio ligneo avevano causato nel tempo deformazioni, strappi e tensioni superficiali mentre il “rimbocco” dei margini ha avuto come conseguenza la distruzione di ampie porzioni del perimetro del cartone. La prolungata esposizione dell’opera, incorniciata, ma senza un vetro di protezione, aveva causato nel tempo un notevole accumulo di polvere, depositatasi soprattutto in prossimità delle pieghe.

Indagini diagnostiche

Analisi scientifiche

A cura del Laboratorio Scientifico dell’OPD
  • Spettrofotometria FT-IR - M. Rizzi, A. Cagnini
  • Analisi SEM - A. Cagnini
  • Indagini stratigrafiche - C. Lalli
  • Test di Microanalisi - C. Lalli

Analisi fotografiche

A cura del Laboratorio Fotografico dell’OPD
  • Riflettografia IR – F. Cinotti

L’intervento di restauro

  • Smontaggio dell’opera dal telaio originale
  • Distensione dei margini ripiegati sulle traverse del telaio e pulitura a secco dell’opera
  • Rimozione della tela di foderatura e pulitura a secco del verso dall’adesivo ormai depolimerizzato
  • Umidificazione del cartone con Goretex© e tensionamento graduale dell’opera mediante il metodo dei “falsi margini” di carta giapponese
  • Integrazione delle lacune con carta giapponese e con polvere di cellulosa, per i fori più piccoli
  • Ritocco pittorico delle lacune
  • Progettazione di un sistema di montaggio costituito da un nuovo telaio ligneo su cui è stato applicato un pannello di Carton plume, foderato di carta giapponese. Su di esso, anteriormente, è stato fissato il cartone mediante falsi margini
  • Restauro del vecchio telaio e suo inserimento nel nuovo telaio mediante un sistema di viti e chiodi facilmente rimovibili
  • Inserimento dell’opera, munita di passe-partout in cartone durevole per la conservazione, all’interno della cornice, restaurata e dotata di vetro antiriflesso 

Direzione del restauro

Cecilia Frosinini, Letizia Montalbano

Restauratore

Sara Micheli


Bibliografia di riferimento sul restauro dell'opera

  • F. Rossi, Il restauro del cartone preparatorio per affresco di Andrea Appiani, “Amore che tempra la freccia”, del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco di Milano (2009-2011), in “Rassegna di studi e notizie”, XL,2013, n. 36, pp. 179-203. 

Bibliografia essenziale

sull’opera

  • A. Dallaj, L’esposizione al pubblico del cartone di Andrea Appiani “Amore che tempra la freccia”, in “Rassegna di studi e di notizie”, XL, 2013, n. 36, pp. 149-178. 

sull’artista

  • Canova e Appiani alle origini della contemporaneità, catalogo della mostra (Monza, Museo Civico, 30 aprile – 25 luglio 1999), a cura di R. Barilli, con la collaborazione di M. Guderzo e A. Zanchi, Milano 1999.
  • A. Zanchi, Andrea Appiani, Bologna1995.
  • Andrea Appiani pittore di Napoleone (1745-1817), catalogo della mostra (Milano, Galleria d’Arte Moderna, dicembre 1969 – gennaio 1970), a cura di M. Garberi, M. Valsecchi, Milano 1969.
  • A. Ottino Della Chiesa, voce Appiani, Andrea, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 3, Roma 1961.
  • M.G. Borghi, I disegni di Appiani nell’Accademia di Belle Arti di Brera in Milano, Milano 1948.

Nota

Tra il 1996 e il 1997 il Settore Disegni e Stampe dell’OPD ha restaurato i cartoni di Andrea Appiani conservati a Villa Reale: il Carro di Apollo, preparatorio per un soffitto di Casa Sannazzaro a Milano, e un Putto volante per un affresco in casa Moriggia a Balsamo.